Inverno meno freddo

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«Un inverno meno freddo» è lo slogan della campagna della Caritas di Romano di Lombardia per aiutare le famiglie più fragili e colpite dalla crisi. «L’idea – spiega Franco Deho – è dare una mano in particolare a chi ha bambini piccoli e non ha neppure la possibilità di accendere il riscaldamento in casa». Il progetto, spiega Franco, «lo abbiamo dedicato a Carlo Cortesi, che è stato tra i suoi promotori ma purtroppo è morto prima di poterlo vedere realizzato». È attivo da tre anni, questo è il quarto: «L’anno scorso siamo riusciti ad aiutare 23 famiglie con 300 euro per ognuna. Non è poco». A dicembre, chiarisce Franco, «chiediamo alla comunità di partecipare facendo un dono che abbiamo quantificato in cinquanta euro. Si possono versare in un’unica soluzione o anche a rate mensili di dieci euro ognuna, con bonifici gratuiti grazie a una convenzione che abbiamo fatto con un istituto di credito della zona. In parrocchia stiamo anche preparando delle buste prestampate con tutte le indicazioni pratiche. La comunità ha risposto con generosità e ne siamo stati prima sorpresi, perché non ce l’aspettavamo, e poi molto contenti. Ci auguriamo che anche quest’anno accada lo stesso». La crisi, infatti, continua a mordere, e sono sempre in tanti a bussare alla porta del centro d’ascolto locale, una realtà a cui fa riferimento non soltanto Romano di Lombardia, che conta oltre ventimila abitanti, ma anche tutta la zona circostante (Fara, Cortenuova…), e che lavora in sinergia con altre associazioni caritative presenti sul territorio come la San Vincenzo e altre.

IN AUMENTO GLI ITALIANI

Per il 75 per cento le persone che fanno riferimento al centro d’ascolto della Caritas sono extracomunitari, «più colpiti e isolati perché non hanno in genere una rete di parenti e amici che possa sostenerli in momenti difficili». Ma circa il 25 per cento sono italiani: «Quando abbiamo iniziato, dieci anni fa, non ce n’era neanche uno, erano tutti stranieri – sottolinea Franco -. Quando le difficoltà sono di breve durata, come un periodo senza lavoro, una spesa imprevista, basta forse chiedere a un vicino o a un parente. Ma se poi non arriva un cambiamento, una svolta positiva, la situazione diventa pesante. A volte ci viene chiesto aiuto anche solo per minime spese essenziali come l’acquisto di farmaci o il pagamento delle bollette. Noi facciamo anche dei mini prestiti, la maggior parte dei quali ci viene poi restituita, anzi, la gente ci tiene molto».

Tante piccole e grandi storie: «Una famiglia dell’Africa Centrale aveva appena acquistato un appartamento: moglie e marito lavoravano ma avevano tre bambini piccoli. È arrivata la richiesta di un contributo straordinario dal condominio per il rifacimento del tetto. E loro sono andati in crisi: non ce la facevano a conciliare questo nuovo sforzo con il pagamento del mutuo e delle spese quotidiane “normali”. Poi comunque si sono rimboccati le maniche e facendo dei sacrifici, a piccole rate mensili, ci hanno restituito tutto». È come se l’aiuto della Caritas rimettesse in circolo la speranza e attivasse nuove energie positive: «Noi offriamo un sostegno per un po’ e le persone poi riescono a risollevarsi».

UN SERVIZIO ALLA COMUNITÀ

La Caritas di Romano si è inventata un «lavoro» che poi alla fine è anche un servizio offerto alla comunità per autofinanziarsi: «Facciamo da punto d’incontro per chi ha bisogno di una colf o di una badante: pensiamo noi ai primi colloqui e a trovare le persone giuste per le esigenze delle famiglie. E poi le aiutiamo a metterle in regola, occupandoci di contratti, voucher, listini paga, contributi, permessi e rinnovi in collaborazione con Api Colf di Bergamo. Ci sono cinque volontari (che già per loro formazione hanno esperienza nel campo) dedicati in modo specifico a questo compito. E ci occupiamo di tutto questo proprio per non pesare sulla parrocchia, che ha già tante altre incombenze».

In totale i volontari Caritas sono più di trenta: a ognuno viene chiesto un impegno di mezza giornata a settimana, «ma alla fine tutti fanno di più». Meno male, perché il via vai è notevole. E anche i gesti più piccoli e apparentemente semplici, come la consegna di pacchi alimentari e di vestiti, richiedono tempo e attenzione: «Anche l’aiuto più concreto è un modo per stare vicino alle persone».

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