Pane e compagni

1

Gli italiani mangiano meno pane. Così ovunque e così anche a Bergamo. I motivi sono diversi. Anche nelle abitudini alimentari degli Italiani arriva la crisi: molti surgelano il pane del giorno prima e lo utilizzano il giorno dopo, spesso lo usano per preparare altri piatti.

Ma non è solo crisi. Se il pane diminuisce, aumentano prodotti derivati, come pizza e focaccia. E poi, anche qui, si fanno sentire le preoccupazioni per la salute: è convinzione che pane e pasta fanno ingrassare. Quindi se ne mangia di meno.

Per altre informazioni clicca qui.

PANE E CULTURA

Le variazioni nell’uso del pane ci interessano. Ne abbiamo già parlato. Ma se è vero che si mangiano meno dolci e che il cibo, in periodi di crisi, diventa più “feriale”, è vero anche che il pane continua a essere meno indispensabile di un tempo: se ne mangia di meno, infatti, mentre si mangiano più pizze e più focacce. Una crisi, anche se tenace e invasiva, non cancella evoluzioni di decenni. Di pane se ne mangia di meno, ma se ne butta anche di meno, lo si risparmia e lo si riutilizza. Non siamo proprio tornati alla storia della nonna che raccontava di quel tal santo che era sceso da cavallo per raccogliere una briciola, una sola briciola di pane caduto per terra. Ma siamo meno spensierati.

Il pane, quindi, meno utilizzato ma più risparmiato obbedisce di più a quella istanza che sembra essere nel significato del termine “compagno”. Quella parola sembra derivare da “cum” e “panis”, “colui con il quale si mangia il pane insieme” e, naturalmente, siccome si condivide la mensa e soprattutto quell’elemento essenziale (soprattutto in un passato che non conosceva le nostre raffinatezze) si condividono anche le idee, gli stili di vita. La parola è stata poi segnata da significati politici: i partiti di sinistra la usavano – e qualche volta, timidamente, la usano ancora – per designare coloro con i quali non si condivide non tanto il pane, quanto il resto, tutto il resto: le visioni politiche, le lotte sindacali, i grandi progetti…

Forse non è un caso che adesso si usi con discrezione quel termine e che si mangi meno pane. Si condivide di meno, infatti, tutto: il pane e il resto. Una società ricca deve reimparare un minimo di solidarietà. Forse anche questo significa il pane non buttato nella spazzatura, ma surgelato e riutilizzato. Tutto è segno, anche quello che riguarda le piccole variazioni delle abitudini alimentari.

Share.

1 commento

  1. Avatar
    silvana messori on

    Siamo così “GRASSI”, che le DIETE e derivanti “DIETOLOGI” hanno un’attività esponenziale nel “curare” le OBESITA’ di CARNE e purtroppo di “PSICHE” ; “CUM E PANIS” – insieme.. appunto: QUELLA “CENA” in PANE E VINO di 2000 anni fa.. continua a ricordarcelo…Purtroppo sono prevalse le “ideologie” politiche sulla vera significante “CONDIVISIONE”.. che anche nella CHIESA si è vista in “DIVISIONE” (diabolica). E’ ORA che anche noi cristiani appartenenti alla CHIESA, si debba “DIMAGRIRE” dagli orpelli inutili, dalle manifestazioni sontuose, sfarzose e di poca gioia e “UMILTA’ fatti in nome e per nome di DIO. Papa FRANCESCO.. diede e da, in approccio primo, gesti in sobrietà e CONDIVISIONE, tra fratelli, spezzando quel “PANE”, distribuendo anche il “companatico”. Con gioia.. BUONA GIORNATA. sm

Lascia un commento