Voci d’Africa

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A cosa può servire, si chiederà qualcuno dei nostri venticinque lettori, una rassegna sul cinema africano? Chi naviga in Rete avrà notato, dopo i recenti fatti di Lampedusa (il tragico naufragio e le successive, continue, ondate di sbarchi di migranti), l’aumento esponenziale di commenti stizziti di molti lettori che giudicano negativamente, sui vari siti, il “buonismo” di chi continua ad accogliere queste persone che poi, sostengono, sono gli stessi che, senza casa e senza lavoro, magari ritroviamo in veste di questuanti un po’ troppo insistenti al parcheggio del nuovo ospedale o in altri luoghi della città. Ecco, per rispondere alla nostra domanda: una rassegna di cinema africano come quella che si apre al cinema Conca Verde di Longuelo questa sera (alle 19.30 con degustazione di specialità africane – inizio proiezioni ore 20.45 – ingresso intero 5 Euro, ridotto 4.50 Euro – info: www.sas.bg.it) e che proseguirà per cinque martedì fino al 19 Novembre, può servire proprio a questo (o anche a questo) a scoprire l’altra faccia di quella medaglia, scoprire magari perché tante di queste persone lasciano la loro terra imbarcandosi in viaggi spesso senza speranza, a conoscere un mondo che è ancora “altro” rispetto al nostro e del quale conosciamo pochissimo, ad incontrare persone e scoprire paesaggi e culture che conosciamo altrettanto poco. Dedicata “alla scoperta di nuovi orizzonti, culture e linguaggi”, la rassegna proporrà undici opere tra lungometraggi e cortometraggi, provenienti da Egitto, Marocco, Tunisia, Algeria, Costa d’Avorio, Senegal, Burkina Faso, Angola e Isole Mauritius. “Titoli – spiegano gli organizzatori – scelti tra i classici della storia cinematografica del continente e tra film di più recente produzione, premiati e segnalati nelle ultime edizioni del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano, il più importante festival in Italia dedicato alla scoperta della cinematografia, delle realtà e delle culture dei paesi africani”. Questa sera, martedì 22, verranno proiettati “The Long Way Down” di Yasser Howaidy (un incontro-scontro tra il mondo arabo e quello occidentale, con una vena di commedia, nella foto una scena) e “Chronique d’une coeur récré” di Brahim Fritah (basato sui ricordi personali del regista, racconta la storia di un bambino di dieci anni che vive nella periferia di Parigi con la famiglia di origine marocchina).

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