Una Chiesa fredda

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Le testimonianze presentate sono tratte da “Alla ricerca del benessere totale – Migranti e nuove forme di associazionismo religioso nella Diocesi di Bergamo”, (Il nuovo Melangolo editore, 139 pagine).

A MESSA PER ABITUDINE

Uno dei motivi per i quali i fedeli si allontano dalla Chiesa cattolica è la mancanza di calore; le cerimonie celebrate nelle nostre parrocchie sono definite fredde, poco partecipate e frequentate solo per abitudine, come spiega Tina, nigeriana: «Nella Chiesa cattolica qui non c’è molto entusiasmo, non si sente lo Spirito dentro le persone. Ognuno arriva in silenzio, si canta a bassa voce, senza strumenti, si sta lì poco e poi tutti vanno a casa senza che sia cambiato niente. Nella chiesa africana, anche cattolica, è tutto diverso. Vai in chiesa e la gente canta, danza, prega forte, prega Dio con tutto il corpo e sente lo Spirito che viene. La messa dura tanto e c’è tempo per parlare dei propri problemi. Uno dei problemi della Chiesa cattolica in Italia è la freddezza dei preti, ma anche dei fedeli. Io non credevo, ma tanti italiani mi hanno detto che vanno in chiesa perché si deve andare, ma non credono in Dio. Si va a messa perché la domenica si va a messa, ma poi il rapporto con Dio non c’è». Un altro aspetto che manca, è la partecipazione in prima persona del fedele, che viene invece riportata al centro dalla chiese neopentecostali, evangeliche e carismatiche: «Le celebrazioni durano tanto. Anche tre ore, perché dipende…ognuno può dire quello di cui ha bisogno e poi si prega per tutti». Senza contare la certezza di trovarsi di fronte alla presenza viva dello Spirito, che dà forza: «Quando io prego e lo Spirito viene, viene anche per guarire….la malattia ti viene perché la tua anima è malata e lo Spirito la può curare. E se lo Spirito la cura tu guarisci. E più sono le persone che pregano per te e con te, più lo Spirito è costretto ad ascoltare le tue preghiere…non lascia mai soli quelli che si rivolgono a lui (…) io prego sempre, quando sono lì che non ho niente da fare, prego, penso allo Spirito e lo chiamo e lui viene…anche qui nella mia stanza. Lui è sempre con te e ti vede, quando fai le cose buone e quelle cattive».

GRUPPI SENZA GUIDA

Non mancano ad ogni modo le critiche rivolte anche a questi movimenti religiosi alternativi: «C’è molta crisi dentro i gruppi (evangelici, ndr), molte persone non vanno più al culto, né vanno alle chiese cattoliche, si sono allontanati da ogni attività religiosa e vivono malissimo, senza fede e senza patria, come nel deserto – commenta Alma A., argentina, un tempo cattolica -. Alcuni gruppi non riescono a pagare l’affitto, altri hanno trovato un posto senza il minimo indispensabile per fare le celebrazioni, i fedeli se ne vanno perché non c’è molta accoglienza, la porta deve essere aperta, come anche il cuore. In altri gruppi, alcune persone vorrebbero fare da guida (pastore) senza preparazione, né teologica né spirituale…Nella Chiesa cattolica almeno c’è una certa organizzazione che funziona…I preti sono preparati, i luoghi sono quelli e quelli i servizi». Nei culti è previsto anche un momento di raccoglimento per testimoniare pubblicamente guarigioni vere o presunte: «Il male è sempre pronto ad attaccare, ed è anche dentro di noi… Per questo abbiamo bisogno di protezione. La Bibbia ci dà molti spunti come fare per superare l’attacco di spiriti maligni. Noi usiamo anche l’olio santo e cospargiamo a volte tutta la casa ed i luoghi dove lavoriamo. Facciamo digiuni e preghiere quando sentiamo che siamo turbati. A volte c’è bisogno di aiuto da altre persone che hanno una fede più ferma. Noi lo chiamiamo “disciplinare”, qualcuno che ci esorta con la santa Parola in mano ad essere più forti».

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