L’impronta di Chiara

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Il 27 settembre scorso, il Comune di Bergamo ha intitolato il Giardino pubblico di via Crocifisso a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari.

La targa apposta nel giardino riporta:

Giardino pubblico CHIARA LUBICH (1920-2008) “Fondatrice nel 1943 del Movimento dei Focolari. Instancabile protagonista di una cultura dell’Unità e della Fraternità tra i popoli, ha promosso quel dialogo della vita che getta ponti fra persone, generazioni, categorie sociali, razze, fedi e culture diverse nella visione di un’umanità senza confini”  Bergamo, 27 settembre 2013

CHIARA LUBICH

Ma chi è Chiara Lubich? Chiara Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920. A 19 anni, nel Santuario mariano di Loreto intuisce quale sarà la sua vocazione. Nascerà nella Chiesa una via nuova: il “focolare”, piccole comunità di persone vergini e coniugate, tutte donate, seppur in modi diversi, a Dio. Saranno il cuore, il primo nucleo di unità, dell’intera Opera di Maria, conosciuta anche come  “Movimento dei Focolari”, che vede riconosciuta  la sua data di nascita  proprio nel SI che Chiara pronuncerà per rispondere alla chiamata di Dio a dare a Lui tutta la sua vita,  il 7 dicembre 1943.

Infuria il conflitto mondiale e, nei rifugi antiaerei, lei e le sue prime compagne portano solo il Vangelo. Un giorno aprono alla pagina del testamento di Gesù:”…che tutti siano uno…” avvertono che, per attuare quella pagina,  sono nate. Nel corso degli anni si aprono vie nuove in risposta alle urgenze che di volta in volta emergono nell’umanità, segnando così nuove tappe dello sviluppo di quello che sarà il Movimento dei Focolari, anche se lei stessa ha più volte ripetuto: ”…lo spartito è in cielo, noi qui in terra, dobbiamo suonarne la musica…”.

Negli innumerevoli volti del dolore, divisioni e traumi dell’umanità e dei “prossimi” che incontrano attraverso le varie circostanze, Chiara e coloro che la  seguono , riconoscono e amano il volto dell’Uomo Dio che sulla croce grida l’abbandono del Padre suo, nella certezza, che diventa esperienza viva, che lui li ha ricomposti e sanati.

Spinta dal dramma che  vive l’Ungheria con l’occupazione russa del ’56, Chiara dà impulso a portare Dio nel cuore dalla società. La risposta di uomini e donne impegnati nei vari ambiti sociali suscita le prime realizzazioni per il rinnovamento di politica, economia, medicina e pedagogia, arte e comunicazione. Saranno come i semi di quella “globalizzazione” della fraternità e della solidarietà di cui si avverte l’urgenza.

IL MOVIMENTO SI SVILUPPA

Con gli anni prende forma il Movimento Umanità Nuova. Matureranno in seguito nuovi sviluppi non solo a livello sociale, ma anche culturale. Ancora prima della rivoluzione culturale che percorre il mondo nel ’68, sfida i giovani ad essere protagonisti nella costruzione di un mondo nuovo: un mondo unito. Nasce così, nel 1966, il Movimento Gen (generazione nuova) che animerà il più ampio Movimento Giovani per un mondo unito.

Alla fine degli anni Sessanta, quando nelle famiglie si avvertono i segni di una crisi che diventerà sempre più profonda, dà il via al Movimento Famiglie Nuove, in cui proprio le famiglie sono i primi attori di rinascita e di apertura sul sociale.

La testimonianza delle persone aderenti al Movimento crea le condizioni che consentono l’apertura ai grandi dialoghi: tra le diverse chiese cristiane, tra fedeli delle altre grandi religioni, con persone senza appartenenza religiosa, tra i diversi movimenti ecclesiali. Si apre un percorso di dialogo e incontro che si rivela via privilegiata per contribuire a comporre nella fraternità la famiglia umana, proprio nel tempo in cui sembra minacciata dallo scontro di civiltà.

Da alcuni anni il carisma dell’unità anima un intenso e promettente dialogo con la cultura; un tema ricorrente in tale dialogo, è la relazione di fraternità proposta come un nuovo paradigma nei vari campi delle scienze umane: la sociologia, la medicina, l’architettura, lo sport, l’ecologia, la pedagogia, il diritto, la psicologia, l’arte, l’economia, la politica. Questo dialogo con la cultura, che trova la sua prima spinta nella Scuola Abbà, fondata da Chiara stessa e “composta da membri dell’Opera, uniti  nel nome di Gesù ed esperti in  varie discipline, ha come scopo l’enucleazione e l’elaborazione della dottrina contenuta nel carisma dell’Ideale dell’unità” e  trova ora una sua espressione accademica con la recente fondazione dell’Istituto Universitario Sophia, presso Loppiano (Fi), cittadella del Movimento,  inaugurato i primi di dicembre 2008.

Da quel 7 dicembre 43, poveri e ricchi, uomini e donne, giovani e adulti, sposati e non, sacerdoti e vescovi, cristiani delle più varie Chiese, fedeli di altre religioni, uomini di convinzioni diverse, politici ed economisti, personalità le più varie… hanno trovato in Chiara non solo un’autorevole interlocutrice, ma un cuore aperto, una “luce” che ha indicato la strada da percorrere per fare di tutti gli uomini una sola famiglia, per essere insieme “costruttori di un’umanità nuova”, che già dimostra a fatti come “la fraternità universale, il disegno di Dio sull’umanità, non è un sogno.”

È il 14 marzo 2008: sono le ultime ore di agonia e le viene detto: «Stai per entrare nel seno del Padre, per rimanervi per sempre» e la risposta è un limpido “”.

È stato quel “sì” l’ultima parola che Chiara ha pronunciato in questo mondo.

Il giorno dopo e fino a poche ore dalle esequie, il Centro del Movimento a Rocca di Papa, dove è allestita la camera ardente, vede susseguirsi ininterrottamente persone, le più varie – rappresentanti di Movimenti ecclesiali ed ecumenici, esponenti del mondo politico e istituzionale, personalità appartenenti ad altre religioni, non credenti, perfino bambini che portano un saluto, un grazie, un arrivederci a Chiara.

I FOCOLARINI A BERGAMO

E lo sviluppo in terra di Bergamo? L’Ideale che anima il Movimento si è radicato nel territorio bergamasco a partire dal  1950, quando l’onorevole Tarcisio Pacati comunica la sua  esperienza al contatto con l’Ideale dell’Unità, conosciuto in Parlamento attraverso l’onorevole Igino Giordani, ai suoi concittadini di Clusone: ”…il movimento è Chiesa viva, rivoluzionaria, quanto lo è l’Amore vissuto…” .

Negli anni ’60 è presente, prima ad Osio Sotto e via via in tutta la provincia e da allora, tanti, singoli e famiglie, delle varie vocazioni, partono per portare l’ideale dell’unità in Italia, in Europa, nei vari Continenti. Ricordare i tanti focolarini e focolarine, famiglie, partiti per il mondo, dall’est Europa al Brasile, dall’Asia all’Africa, ora non è possibile ma si può cominciare col citare il grande contributo dei tanti bergamaschi alla costruzione della prima Mariapoli Permanente, la cittadella di Loppiano, l’impulso dato al dialogo interreligioso  in Algeria da Ulisse Caglioni, la recente partenza per le Filippine di Alessandra Emide.

Chiara una volta ci aveva confidato di aver fatto suo il sogno del teologo Jacques Leclercq: “… il tuo giorno, mio Dio, io verrò verso di Te…Verrò verso di Te, mio Dio (…) e con il mio sogno più folle: portarti il mondo fra le braccia !”

Ad uno di noi, aveva scritto: ”Conto su di te, perché tu costruisca l’unità dal tuo angolo di vita…”

È quanto vogliamo realizzare anche noi qui, nel nostro territorio bergamasco!

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