Cattolici e società

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Quale può essere il ruolo dei cattolici nella “sfera pubblica” in tempi come questi? È un tema interessante e delicato quello dell’incontro di domani, mercoledì 6 novembre alle 18 alla libreria Ibs di Bergamo, in via XX Settembre. Marco Marzano e Nadia Urbinati presentano «Missione impossibile. La riconquista cattolica della sfera pubblica» (Il Mulino). Ne parla con gli autori Alberto Carrara, direttore del settimanale diocesano www.santalessandro.org ed editorialista dell’Eco di Bergamo.
«Circola da tempo – si legge nella presentazione del volume – un pensiero post-secolare che invoca il ritorno della religione nella sfera pubblica, con l’auspicio che faccia da collante etico-politico per democrazie ormai sfibrate. Ma in una società di fatto monoreligiosa come quella italiana l’attivismo politico del cattolicesimo comporta un rischio serio per l’autonomia della legge civile, come ha mostrato la vicenda del crocefisso nelle scuole pubbliche. D’altra parte l’operazione si presenta rischiosa anche per la Chiesa stessa. Il “progetto culturale” con cui il Cardinal Ruini, presidente della Cei per oltre quindici anni, si proponeva di rilanciare il ruolo pubblico dei cattolici era rivolto a un mondo che non esiste più dagli anni Cinquanta. Da allora sono profondamente cambiati gli interessi e le preoccupazioni dei fedeli, le forme del credere e gli stili di aggregazione. La centralità della coscienza individuale e un reale pluralismo interno hanno preso il posto di gerarchie e liturgie tradizionali. Tentare di tradurre in politica la forza di queste esperienze religiose è dannoso e velleitario per chi ha a cuore il futuro della fede». 

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1 commento

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    silvana messori on

    “ABUSO dell’USO’, PORTA inevitabilmente all'”INUSO”; il “troppo storpia”. Mi sembra un atto di arroganza, il pensiero di dover “imporre” il tuo “sentire religioso”! il Cattolico ha il dover di essere universalmente aperto, senza tentennamenti nei valori che vuole trasmettere, in testimonianza, con la propria vita, senza per questo pensare che la “mia fede” mi da il diritto di far fare e pensare, quello che dice la “mia” religione! Poche settimane fa, parlando di “speranza” mi è venuto alla mente DE GASPERI,che fu uomo politico, di grande levatura, ma che seppe essere “LAICO”, in ruolo pubblico, mantenendo fortissima la “FEDE nella religione Cattolica e della sua Chiesa! Lotterò, come cristiana, affinché, tutti possano avere luoghi e modi dove professare il proprio “credo” in piena libertà, ovunque, compreso l’ITALIA. La libertà e libero arbitrio, quale valore assoluto, senza confessionalismi di sorta!(di guasti ne abbiamo prodotti già troppi, noi “cattolici”) BUON INCONTRO

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