Che rivoluzione

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Stare davanti al cancello dell’oratorio di Nembro, aprirlo e chiuderlo in continuazione per tutto il pomeriggio per un mese intero, non è stato semplice. Lo raccontano i volontari che si sono succeduti al controllo degli accessi durante il mese di novembre: il progetto “Come on” prevedeva infatti di limitare l’ingresso all’oratorio solo alle persone disponibili ad aderire ad una delle tante attività proposte.

Ci sono state anche alcune contestazioni, poche in realtà e concentrate nei primi giorni di operatività dell’iniziativa, moltissimi suoni di campanello per richiamare l’attenzione di chi già si trovava all’interno, diverse richieste di informazioni e chiarimenti per comprendere in che modo prendere parte ai laboratori o ai tornei che hanno infittito il calendario delle attività pomeridiane. Il duro lavoro dei temerari “butta-dentro” non è stato vano: le tabelle con i nomi degli iscritti parlano di 400 accessi oltre al numero di coloro che si sono resi disponibili a gestire le iniziative a cui si devono sommare gli utenti delle attività “ordinarie” dell’oratorio: gli atleti impegnati negli allenamenti alla David, chi svolge i compiti aderendo al progetto Usignolo, gli adolescenti che frequentano le attività di studio, i bambini impegnati nella catechesi e tutti coloro che per vari motivi utilizzando i molti spazi che struttura del San Filippo Neri mette a disposizione.

Il numero dei bambini e dei ragazzi intervenuti è andato crescendo lungo le quattro settimane di vita del “mese dell’impegno” consolidando le collaborazioni all’interno dei gruppi. Così si sono potuti apprezzare risultati significativi: il percorso di giornalismo del martedì pomeriggio, realizzato il collaborazione con la redazione del mensile BergamoSoStenibile ha prodotto materiali che hanno riempito una pagina della rivista per il numero di dicembre e altri contributi che saranno pubblicati a gennaio sul notiziario parrocchiale; il laboratorio di cucina ha preparato casoncelli in quantità tale da poter offrire un pranzo a oltre 200 persone; il gruppo che si è adoperato nella realizzazione del presepe è riuscito nell’impresa di costruire un segno natalizio ben curato e di certo interesse; le bambini che si sono dedicate al cucito hanno chiesto di poter continuare l’esperienza anche nelle settimane successive. L’elenco potrebbe continuare perché il risultato di un mese di intenso lavoro all’interno dell’oratorio è esattamente in linea con quanto ci si era proposti di ottenere: coinvolgere tante persone perché ognuno potesse esprimere le proprie abilità, liberare il tempo pomeridiano dalla noia che spesso porta a comportamenti scorretti o poco edificanti, offrire ai ragazzi l’occasione per vivere l’oratorio come luogo di crescita, confronto e scoperta. Per chi ha aderito, tutto questo si è realizzato!

Alcune persone si sono incuriosite vedendo un cancello sbarrato, che si apriva solo per alcuni. Altri si sono detti scandalizzati. Ma la maggior parte dei commenti pervenuti ha dimostrato un apprezzamento per il segno provocatorio che si è voluto porre davanti agli occhi della comunità. A tutti è stato ribadito che non si è trattato di un mese di chiusura, ma di una diversa e maggiore apertura dell’oratorio.

La reazione più significativa è ancora una volta quella di alcuni ragazzi adolescenti. Proprio i frequentatori assidui dell’oratorio, inizialmente critici di fronte alla proposta, si sono presentati in segreteria chiedendo di non lasciar cadere la sperimentazione. Già nei giorni immediatamente successivi la conclusione di “Come On” si sono lanciate nuove proposte oppure si è deciso di continuare attività risultate di successo. L’uso buono del tempo ha convinto anche i più scettici ed ora appare più interessante della ripetitività banale di cui troppo spesso si riempiono le giornate.

Così il fine settimana di chiusura del mese dell’impegno è stato lo scenario per una grande festa del tempo buono: circa 80 adolescenti hanno preso parte alla festa di sabato 30 novembre realizzata dei giovani animatori del gruppo “Dragone Rosso”, molte famiglie hanno affollato il pranzo a base di ravioli prodotti in oratorio e del pesce portato dei giovani pescatori che hanno preso dimestichezza con ami ed esche durante il mese, molti bambini si sono divertiti con il grande gioco di abilità portato in oratorio per l’occasione.

Il tentativo di aumentare la vitalità e il senso di appartenenza alla vita dell’oratorio sembra aver raccolto buoni frutti e certamente l’esperienza farà scuola alle prossime iniziative aperte a tutta la comunità: la settimana di San Giovanni Bosco a fine gennaio e probabilmente un nuovo e ricco calendario di eventi per il mese di febbraio.

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