Servillo da Oscar

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Toni Servillo ha interrotto le repliche de “Le voci di dentro” al Teatro Donizetti di Bergamo (“Li ringrazio, hanno organizzato tutto con molta efficienza”) per essere presente alla consegna degli European Film Awards: e ieri sera gli è stato assegnato il premio come miglior attore per “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, che ha conquistato anche i premi per la miglior regia e miglior film. “Io credo nel genio italiano – ha detto l’attore – nonostante la nostra abitudine all’autoflagellazione. Facciamo più fatica in Italia che all’estero a ottenere interesse e riconoscimenti. Se invece di investire in complessi industriali, che poi non vengono mai a termine, investissimo in cultura, le cose andrebbero molto meglio”.

Oggi Servillo festeggerà il premio con il pubblico bergamasco: due gli spettacoli in programma, quello delle 15,30 e quello delle 20,30 che recupera quello saltato ieri. La freschezza e l’attualità del grande Eduardo De Filippo fanno brillare «Le voci di dentro», commedia in tre atti che l’autore scrisse nel 1948 e che ha aperto con successo la stagione di prosa al Teatro Donizetti di Bergamo, in scena appunto fino a questa sera, 8 dicembre. Toni Servillo è regista e interprete principale nel ruolo dell’apparecchiatore di feste popolari Alberto Saporito. A dieci anni dal successo di «Sabato, domenica e lunedì», Toni Servillo torna a cimentarsi nuovamente con il teatro di Eduardo De Filippo (Napoli 1900 – Roma 1984). L’evento è una coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma, Teatri Uniti in collaborazione con Théâtre du Gymnase, Marseille. Le scene sono di Lino Fiorito, i costumi di Ortensia De Francesco, le luci di Pasquale Mari, il suono di Daghi Rondanini, mentre l’assistente alla regia è Costanza Boccardi.

Peppe Servillo in scena è il fratello di Alberto – e così si rinnova in tal modo sul palcoscenico il legame di parentela tra Toni e Peppe -. assume quindi le vesti dimesse di Carlo Saporito, il quale attraverso silenzi, ammiccamenti e smorfie esprime tutto un mondo interiore. Particolarmente bravo in scena Peppe dichiara che «sicuramente, a teatro si recita utilizzando tutte le possibilità e le sfumature del linguaggio del corpo». Gli altri attori in ordine alfabetico oltre ai fratelli Servillo sono: Chiara Baffi, Antonello Cossia, Rocco Giordano, Lucia Mandarini, Gigio Morra, Vincenzo Nemolato, Francesco Paglino, Betti Pedrazzi, Mariangela Robustelli, Marcello Romolo, Daghi Rondanini.

Le voci di dentro, inserita nella raccolta Cantata nei giorni dispari pubblicata da Einaudi nel 1950, venne redatta da Eduardo in pieno dopoguerra e, infatti, risente di quel clima particolare nel quale le macerie non erano solo quelle lasciate dai bombardamenti nemici. L’assassinio di Aniello Amitrano, un amico di Alberto, sognato dal protagonista che lo crede realmente commesso dalla famiglia dei Cimmaruta suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di delazioni, bugie e sospetti. Troppo tardi Saporito si renderà conto che il suo “è stato solo un sogno”, perché “chi può chiarire il mistero dei sogni?”.

Qui ritorna l’ambiguità di rapporto fra realtà e sogno, uno dei temi preferiti di De Filippo. Questo testo è ancora attuale?

Risponde Toni Servillo: «Le voci di dentro è la commedia dove Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso  pubblico. Eduardo scrisse questa commedia sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire. E ancora oggi sembra che il protagonista Alberto Saporito, personaggio-uomo, scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore per dirgli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda. In questo testo si arriva ad una vera e propria “atomizzazione della coscienza sporca”, di cui Alberto Saporito si sente testimone al tempo stesso tragicamente complice, nell’impossibilità di far nulla per redimersi. In questo la voce di Eduardo è più che mai attuale».

Anche secondo Peppe Servillo la commedia, a distanza di 65 anni dalla prima rappresentazione, parla ancora al pubblico di oggi: «Il grande teatro è sempre attuale, Eduardo De Filippo è l’ultimo grande drammaturgo del Novecento, è il nostro Molière. La sua attualità è testimoniata dal grande successo che i suoi testi ottengono ancora in tutto il mondo» .

Cosa rappresenta l’enigmatico personaggio di Zì Nicola soprannominato Sparavierzi?

Toni Servillo: «Lo stesso uomo immaginato da Eduardo, con la saggezza del mutismo, che rinuncia a parlare per sfiducia nel valore della parola che genera confusione, come avviene anche ai giorni nostri. Affermando l’importanza del parlare con chiarezza il personaggio assume un alto valore simbolico».

Toni, entrambi i suoi ultimi film «Viva la libertà» con la regia di Roberto Andò e «La grande bellezza» diretto da Paolo Sorrentino, candidato italiano all’Oscar, raccontano l’Italia di oggi.

Toni Servillo: «In maniera completamente diversa “Viva la libertà”, di Andò e “La grande bellezza” di Sorrentino, testimoniano le contraddizioni e lo stato di confusione della nostra epoca».

Peppe, sia nel suo spettacolo «Spassiunatamente» con i Solis String Quartet sia nella commedia «Le voci di dentro» lei porta in scena un pezzo di Napoli.

Peppe Servillo: «Il mio lavoro in Napoletano fra musica e teatro è un percorso di ricerca e di conoscenza del paesaggio e della storia culturale dalla quale provengo. L’ottimo riscontro che otteniamo dovunque è la conferma di valori e contenuti universali».

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