Le voci delle madri

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«Non posso che sentirvi come una sorella, cara amica». Una conversazione tra due sculture realizzate a distanza di secoli. Due Madri, solidali e confidenti proprio nel loro essere donne e unite della missione che le ha accomunate.  Una distanza temporale che rivela una devozione diversa, un diverso modo di vivere e di credere, un diverso modo di essere madre e di essere bambini e figli.

Il dialogo scritto da Giuliano Zanchi mette in comunicazione l’opera di uno scultore lombardo del XIV secolo, che prende parola grazie alla voce di Renata Pozzi, con la scultura di Giuliano Vangi realizzata per la chiesa di Mario Botta a Seriate (Paderno), animata dalla voce di Silvia Masper. Con questo video vi proponiamo una riflessione un po’ diversa, tra arte e storia, sulla festa dell’Immacolata.

La regia è di Giovanni Locatelli, registrazione Valerio Baggio, animazione Antonella Previtali, la musica è tratta da Olivier Messiaen, Vingt regards sur l’enfant Jésus, IV Regarde de la Vièrge Marie. Video assemblato da Dario Vitali.

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2 commenti

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    Lucia Gandolfi Carriero on

    carissimi,voglio ringraziarvi per questo bel regalo!ho faticato ad ascoltare la”conversazione” perché sono ancora poco pratica dell’uso dell’uso di questo meraviglioso(e,per me,imprevedibile un po’ temerario) oggetto che è il computer,ma poi sono riuscita ad arrivare alle note finali di questo piccolo gioiello tanto più gradito in questi giorni in cui le espressioni tradizionali delle feste che si susseguono hanno bisogno di un soffio che venga dal profondo,ma anche delicato e nuovo come quello che viene dal vostro lavoro.Come ricambiare questo dono? Ascoltandovi ancora e facendovi ascoltare…AUGURI di FESTE BUONE!

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    silvana messori on

    Mi sento un po’ in “colpa” per l’assiduità, con cui sono presente nei commenti.. però.. non posso fare a meno di farvi partecipi di quanto suscita in me le varie proposte di lettura e altro. ho già espresso, alcune delle sfaccettature di Maria in commento di “Prediche”, ma qui desidero esprimere la grande umanità.. con cui gli “autori” danno “voce” a “madri” (artisticamente parlando),che nonostante siano di epoche lontanissime fra loro, hanno un comune denominatore: gli “uomini”, che come tali hanno atteggiamenti diversi ma che riassumono le sfaccettature della vita.. messa in scena e proposte da altri uomini. Ciao da una madre..

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