Qui Brasile

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È  così che ci racconta la sua storia, Adriana Valle, di cui abbiamo letto su L’Eco di Bergamo in occasione del riconoscimento che ha ricevuto in Brasile per l’opera di promozione sociale da lei compiuta all’interno della realtà della Cittadella del Movimento dei Focolari.

Sono nata a Zambla Alta,  60 anni fa, unica figlia femmina di 6 fratelli. I nostri genitori, gente semplice , mamma figlia di contadini e papá muratore, ci hanno sempre insegnato con la vita l’importanza dei legami familiari autentici, supportati dalla  fede . Quando eravamo giá 4 figli, tutti piccolini, papá e mamma hanno preso in affitto un ristorante e, dopo 18 anni, negli anni 70 , con coraggio, rischiando  tutto per dare a noi una solida opportunità di lavoro per l’avvenire, hanno costruito un albergo di nostra proprietá nel quale mi hanno dato  la responsabilità dei vari lavori  interni; per questo motivo ho dovuto rinunciare a una probabile carriera sportiva nel mondo dello sci: allora stavo avviando le prime esperienze agonistiche.
Nel frattempo i miei fratelli  maschi si specializzavano chi nel campo alberghiero e chi in medicina.  È in questo periodo che  ho conosciuto il Movimento dei Focolari , attraverso il nostro parroco, don Giovanni Plebani. Ho 16 anni, quando  sono invitata, con altri della parrocchia, a Loppiano, in Toscana;  la cittadella internazionale del Movimento mi affascina e  sono come folgorata dalla vita di questi giovani felici  che vivono  l’amore evangelico in modo radicale.
Dopo questa esperienza straordinaria, torno decisa a vivere così nel mio ambiente,  all’albergo, con i genitori, con gli amici. Non è stato facile mettere in   pratica e vivere concretamente le parole di Gesú : amare tutti, far del bene a chi ti fa del  male… Mi aiutava la comunione fraterna  con chi condivideva questo Ideale e la scoperta della realtà di Gesù che, in croce, nel grido di abbandono , aveva consumato anche le mie e altrui debolezze, i miei ed altrui peccati!
La vita in famiglia era bellissima: ci si voleva tanto bene, ero la regina della casa!  Ho avuto , in quel periodo, esperienze  con ragazzi che avrebbero potuto portarmi alla scelta di una vita di coppia bella, profonda  ma, sempre  piú, avvertivo che ero davvero felice in questa nuova  vita che avevo incontrato e, pian piano, si è fatta strada dentro di me la certezza che Dio forse mi chiamava a lasciare tutto per seguirlo radicalmente; Gesú mi ripeteva: «…chi non lascia padre ,madre, campi… non é degno di me».
Ho comunicato ai miei  questa mia scelta;  per loro è stato un colpo e, anche se non mi hanno proibito questo passo, non capivano cosa mi fosse sucesso … Pensavano che fossi entrata in uno strano movimento , forse una setta….. a quei tempi o si entrava in convento o ci si faceva  preti: queste erano le strade al di là del matrimonio! Giorgio, il mio fratello piú piccolo, che aveva conosciuto da vicino questa realtà, ha cercato di far capire  loro che ciò che contava era la garanzia della mia  felicità. Risiedevo già a Loppiano e un giorno, una telefonata  mi dice che Giorgio sta male: quando arrivo a Bergamo è già morto. Un colpo … me  la prendo anche con Dio… smarrimento.. ma poi  capisco,  nel profondo dell’anima, che anche questo  fa parte del suo piano d’ amore.  Il giorno del funerale papá e mamma mi guardano e dicono: «Se rimani siamo contenti,  ma segui ciò che ti dice il tuo cuore;  abbiamo capito che i figli sono di Dio, prima che nostri». Dopo due anni sono partita per il Brasile, anche lì esiste una Cittadella di testimonianza del Movimento e quando papá è venuto a trovarmi ne è rimasto felice . Per me ha voluto dire immedesimarmi  in una cultura nuova, in una  realtà sociale scioccante per la sperequazione tra ricchi e poveri e ho fatto l’esperienza di poter rendere concrete le parole di Gesù: «Avevo fame, ero assetato…».
Ho seguito per vari anni  la formazione dei  giovani creando anche possibilità di lavoro: ho contribuito a far nascere due panifici…Ora seguo due progetti sociali che riguardano circa 400 bambini e ragazzi a rischio. Non sono mancate  realtá dure con assalti alle strutture e anche con  minacce personali… Ora sto lavorando  a livello municipale  in collaborazione con altri otto municipi, per portare al governo centrale  proposte in difesa dei piú deboli. La cittadinanza onoraria del municipio di Vargem Grande Paulista S.P. mi ha dato  una gioia  profonda perché ho avvertito che era un riconoscimento che, dalla mia persona, si estendeva  a tutto il Movimento dei focolari in  Brasile e onorava Chiara Lubich, sua fondatrice, a cui nel 1998 , era già stata conferita. Per parte mia, un rendere un grazie nuovo a Dio per il dono della Sua chiamata a seguirlo, e concorrere a realizzare il Testamento di Gesù: «Che tutti siano uno!».

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