Face2face

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Una mostra e tante occasioni di incontro e confronto nel vicariato di Trescore. Domenica 19 è la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Per l’occasione l’Ufficio Migranti della diocesi di Bergamo promuove una serie di iniziative, in collaborazione con le comunità locali. Si comincia stasera all’abbazia di San Paolo D’Argon: alle 19 è in programma l’inaugurazione della mostra fotografica sperimentale «Face2Face – interazione per l’integrazione» a cura di Giovanni Diffidenti. La collettiva fotografica comprende 18 scatti a colori realizzati da persone di diversa nazionalità che, tra aprile e maggio 2013, hanno partecipato al corso di fotografia promosso da Cesvi allo Spazio Polaresco, nell’ambito del progetto europeo «Face2Face. Facilitating dialogue between migrants and European citizens». Attraverso la metodologia del reportage comunitario e la guida esperta di Giovanni Diffidenti, i 18 fotografi amatoriali partecipanti al corso sono stati coinvolti in un’esperienza forte e diretta, partendo dall’assunto che, se opportunamente raccontato, qualsiasi momento può trasformarsi in una bella fotografia in grado di catturare l’occhio e il cuore dell’osservatore. Ingredienti fondamentali la volontà di comunicare e aprire agli altri una parte della propria quotidianità, così come la capacità di ciascun fotografo di avvicinarsi ed entrare nell’intimità della vita altrui con rispetto e discrezione. La mostra resterà aperta al pubblico, con ingresso libero, fino a domenica 19 gennaio. Questa sera appuntamento con il cinema: in programma la manifestazione «C’è un corto per l’integrazione». Va in scena l’incontro tra persone di culture diverse messo in campo da diversi autori cinematografici, commentato dai partecipanti ai gruppi di lettura di «L’altro siamo noi». I corti in programma raccontano diverse realtà italiane: quello di Laura di Pasquale, per esempio, «Camminare all’indietro in via colombo» è ambientato a Prato, la città più cinese d’Italia, in cui tanti cinesi e alcuni italiani si incontrano per fare tai chi, danza dei ventagli e delle spade. «Nel mio paese», dei registi Beppe Manzi ed Erika Ponti, ideato e prodotto dall’Ufficio per la pastorale dei Migranti di Bergamo, ribadisce lo slogan «nessuno è straniero, nessuno è escluso, nessuno è lontano». E ancora in scaletta «O’Moro» di Cristophe Calissoni ed Eva Offredo, ambientato a Napoli, protagonista un carabiniere e il suo singolare incontro con una zingara. E poi «Il nigher», di Heflin Josiah Raj, «Hiyab» sul velo islamico, di Xavi Sala (Spagna), e ancora Self Service (storie di ordinaria integrazione) di Giovanni Lancellotti, che racconta una particolare sosta al self service. Infine, «Razvan», di Mohamed Hossameldin». Appuntamento alle 20,30 all’oratorio di San Paolo d’Argon.

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