L′acqua del Giordano

0

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui (Vedi Vangelo di Matteo 3, 13-17). Per leggere i testi della festa del Battesimo di Gesù, clicca qui.

NEL DESERTO

Gesù si reca sulle rive del Giordano. Lì molta gente si era ritirata, per vivere un’esperienza spirituale intensa. C’era un monastero, a Qumran, dove dei rigorosi osservanti vivevano in perfetta reclusione, nella più stretta osservanza della legge. Lungo il fiume si erano anche formati altri gruppi, i battezzatori, che avevano una visione più “aperta”. Essi annunciavano che non erano ammessi alla salvezza soltanto gli osservanti, ma tutti coloro che desideravano cambiare la loro vita. Bastava decidersi e la decisione veniva celebrata con un rito, un bagno. Il bagno avveniva nel Giordano, il fiume che insieme separa dalla terra promessa e permette di entrarci. Bisogna superarlo – superare tutti i peccati che impediscono di entrare nel Regno – per poter entrare nella Terra che Dio ha promesso al suo popolo.

GESÙ MISCHIATO CON I PECCATORI

Matteo, dunque, racconta che anche Gesù si fa battezzare. Anche lui assume l’atteggiamento umile di un peccatore che, come tutti, si reca da uno di questi battezzatori, Giovanni, per celebrare il rito penitenziale del battesimo. Matteo sente allora la necessità di chiarire che Gesù non è un peccatore come gli altri e riferisce di una discussione tra lui e Giovanni. Gesù, l’innocente, non ha bisogno del battesimo, dice Giovanni. E invece “conviene” ricevere il battesimo, risponde Gesù. Se Gesù non si “mischiasse” con i peccatori, infatti, e non condividesse la loro umanità, questi non potrebbero sperare di uscire dal loro peccato e lui, Gesù, non sarebbe l’Emmanuele, il Dio-con-noi. La “giustizia” è ciò che Dio vuole: e Dio vuole che egli sia con gli uomini e gli uomini, di conseguenza, siano tutti fratelli. Questo è il “piano” di Dio che con Gesù si deve attuare.

IL CIELO SI APRE

Dunque Gesù entra nell’acqua e il cielo si apre. Negli ultimi tempi della storia del popolo santo, era diffusa la delusione per il fatto che Dio non parlava più: il cielo si era chiuso. Ora, invece, il cielo si apre di nuovo e Dio parla. All’interno dell’umanità Dio trova un interlocutore con il quale egli parla a cuore aperto: è il figlio prediletto.

E, mentre si ode la parola che viene dal cielo, appare anche la colomba, la quale richiama lo spirito di Dio che aleggiava sulle acque, all’inizio della creazione. Dunque, al momento del battesimo, con la vita di Gesù che si apre a tutti gli uomini, è come se il mondo ricominciasse da capo, è come se esso venisse ri-creato.

 DALL’ORO DEI MAGI ALL’ACQUA DEL GIORDANO

E’ il battesimo. E, con esso, appare l’acqua. Mentre si stanno spegnendo le luci natalizie, ci ricordiamo che anche il Natale aveva avuto una sua piccola liturgia: quella dei Magi che avevano presentato i loro preziosi doni al Bambino e lo avevano adorato. Il rito del battesimo appare appena dopo il Natale, e l’acqua prende il posto dell’oro, dell’incenso e della mirra. L’umiltà dimessa dell’acqua segnala l’immersione – perché questo è il senso del verbo originale greco – del Messia nel cuore stesso del mondo, la sua perfetta immedesimazione con la terra degli uomini. Non sono più gli uomini che gli presentano i loro manufatti più preziosi. Ma è il Figlio prediletto che si immerge nell’elemento più semplice e banale del mondo: l’acqua. Dio lo possono contattare tutti: l’acqua, infatti, è dovunque.

Insieme, Gesù si mischia con i peccatori. Prima di dire con il suo messaggio liberante che Dio ha iniziato il suo Regno in mezzo a noi, Gesù lo dice con il gesto umile del battesimo. C’è solo da notare che questa verità, per noi, è di difficile comprensione. E’ così difficile pensare a un Dio che si mischia con i peccatori che è necessario che questa verità ci venga comunicata da Dio, deve venire “dall’alto”. In questo, la festa del Battesimo di Gesù continua lo stile del Natale: non è l’uomo che guarda il cielo, ma è il cielo che guarda la terra. Dio, inatteso e sorprendente, è lì, Bambino, Dio è lì penitente tra i penitenti.

IL TUO PARERE

La terra “luogo” dello svelamento di Dio. Ma Dio continua a manifestarsi tra noi? Ci sono ancora i segni che ce lo indicano? O il mondo si è fatto opaco?

Share.

Lascia un commento