Non solo muri

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Da dove si comincia per costruire un nuovo oratorio? Don Gustavo Bergamelli, parroco di Paratico, non ha dubbi: “E’ inutile tirare su i muri se questo spazio non è nel cuore e nella volontà delle persone che devono abitarlo”. E così sono due anni che in riva al lago si lavora e si pensa, “perché il progetto architettonico viene dopo, prima ci dev’essere un’idea, un valore condiviso”. L’idea di mettere mano alle strutture c’è da tanto tempo: “Già da cinque o sei anni – spiega il parroco -. Ma abbiamo preferito ragionarci con calma. E’ vero che la struttura è vecchia e i lavori di ammodernamento sono necessari, ma la vera priorità è capire come vive la comunità, di che cosa, quindi, c’è davvero bisogno”.
Il punto di partenza è stato quindi un confronto ad ampio raggio sui temi legati all’educazione, a partire dal consiglio pastorale parrocchiale: “Alcuni volontari si sono concentrati che su cosa significa educare e poi, in particolare, educare alla fede, su che cosa significa stare in oratorio”. Prima delle mura, insomma, bisogna formare le persone. Quest’anno la comunità sta cercando di mettere a fuoco ancora meglio i temi legati all’oratorio: “La settimana dei giovani che abbiamo programmato, e che inizia domani, il 31 gennaio, serve proprio a questo, a darci lo slancio”. In scaletta una serie di incontri, l’intervento di alcuni testimonial d’eccezione. Il 31 gennaio anche qui c’è la festa di San Giovanni Bosco, a cui l’oratorio è dedicato, il 2 febbraio la messa con i bambini battezzati nel 2013 e dalle 15 la possibilità di assaporare un volo in mongolfiera. Ma dopo l’animazione si comincia a fare sul serio: alle 18,30 del 2 febbraio inizia una settimana di convivenza in oratorio per adolescenti e giovani, per misurarsi su che cosa vuol dire, praticamente, condividere. Da lunedì 3 febbraio entra nel vivo il confronto sui temi legati alla vita in oratorio: alle 20,45 in teatro “Raccontiamo l’oratorio” è una sorta di tavola rotonda a più voci, con Andrea Maria Peri, adolescente e animatrice, Emiliano Mondonico, allenatore e opinionista sportivo, Marta Locatelli, educatrice e animatrice, e Franceco Ministrini, catechista e padre di famiglia. Coordina don Emanuele Poletti, direttore dell’Ufficio pastorale dell’età evolutiva della diocesi di Bergamo. Il 4 febbraio alle 20,45 sempre in teatro a raccontare la sua esperienza e la sua idea di oratorio sarà il vescovo di Bergamo Francesco Beschi. “La parte più importante della settimana – sottolinea il parroco – per noi però incomincia il 7 febbraio quando in teatro ci vedremo alle 20,45 per iniziare il nostro Viaggio nel futuro”. Incominciano infatti i lavori di gruppo che raccoglieranno tutti gli stimoli offerti dal confronto avviato nei giorni precedenti per incominciare a definire la fisionomia dell’oratorio di Paratico anche per incominciare a pensare a come potrebbe essere una nuova struttura. Sabato 8 terminerà l’esperienza “abitiamo l’oratorio”. Il 9 febbraio la settimana dei giovani finisce con una Messa solenne alle 10,30, con un pranzo in oratorio alle 12 e con uno spettacolo teatrale alle 15: “La valigia del santo” con la regia di Carlo Rossi. Al centro la lettura delle fonti francescane, in un cammino di santità…alla maniera dei clown (ingresso 2 euro).
Paratico è una zona di confine: davanti a Sarnico, in territorio bresciano anche se nella diocesi di Bergamo. E’ un luogo che ha una forte anima turistica, e questo influenza anche il modo di vivere l’oratorio: in riva al lago i ragazzi hanno sempre qualcosa da fare “le attrattive – ricorda don Gustavo – sono tante”. Sono oltre duecento i bambini e i ragazzi che ogni domenica partecipano alla catechesi, ed è folto anche il gruppo degli adolescenti, una sessantina. Una ventina parteciperanno all’esperienza di convivenza in oratorio per la settimana dei giovani. “Si sta creando un bel movimento di persone: giovani, genitori, collaboratori”. Per due pomeriggi alla settimana l’oratorio ospita lo spazio compiti, poi ci sono i gruppi che si ritrovano la sera, le attività teatrali, l’animazione per i più piccoli. “Abbiamo intrapreso un lavoro impegnativo – chiarisce don Gustavo – ma interessante. Ci auguriamo che anche questa settimana serva a dare slancio alla riflessione, che apriamo anche agli altri oratori della diocesi. Magari c’è qualcun altro che sta vivendo un’esperienza simile alla nostra”.
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