Strano dono

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Un prete ha donato 50 euro a testa ai circa 200 fedeli che hanno assistito alla messa di fine anno, chiedendo loro di darli in carità a chi ne ha bisogno. È accaduto a Salò, in provincia di Brescia, dove monsignor Francesco Andreis al termine della messa celebrata il 31 dicembre ha consegnato una busta contenente i soldi a ciascun parrocchiano, per un totale di circa 10mila euro. «Prendete questi soldi e dateli a chi ne ha davvero bisogno» ha detto ai fedeli don Francesco, dando loro «qualche giorno di tempo per riflettere e decidere a chi donarli», cioè fino all’Epifania di ieri. Molta sorpresa tra i fedeli: molti hanno accolto l’invito di buon grado e hanno deciso di aggiungere fondi propri al dono del sacerdote per aiutare persone in difficoltà: vicini che hanno perso il lavoro, anziani soli. Altri invece non hanno gradito il gesto, ritenendolo troppo «plateale», fedeli alla regola non scritta secondo la quale «la carità si fa in silenzio». Altri ancora hanno preferito non rispondere alle domande dei giornalisti. Il gesto di monsignor Andreis, compiuto, come ha precisato lui «non con i soldi della parrocchia, ma con i miei risparmi personali», è sicuramente forte, concreto: un modo per spingere i suoi parrocchiani a vivere la «festa del dono» aprendo gli occhi sulla realtà, sulle persone che appartengono alla comunità e magari soffrono in silenzio. Un gesto che fa pensare, e che intende incidere sul modo di pensare delle persone, sullo stile della vita cristiana, ancora prima che sulle situazioni di bisogno.

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