Dal Burundi

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Padre Giovanni Carrara, missionario saveriano originario di Albino, ci racconta in presa diretta gli effetti di un violento nubifragio che nei giorni scorsi ha colpito il Burundi, in una zona periferica della capitale del Paese africano Bujumbura.

Vi scrivo per darvi alcune notizie riguardanti una zona della periferia della capitale Bujumbura.
Nella notte di domenica 9 febbraio c’è stato un forte nubifragio che ha causato vittime e distruzioni. L’acqua venuta abbondante nella notte per un grosso temporale ha fatto franare diverse zone collinari, per cui la terra ha bloccato il corso di alcuni torrenti che scendono al piano, creando sbarramenti di alberi, sassi e fango, creando come delle dighe. Queste in seguito si sono aperte precipitando massa d’acqua e fango che hanno travolto tutto lungo il percorso per chilometri, allagando anche parte della piana.
Varie zone sulle colline e al piano sono state sfigurate dall’acqua: case, scuole, coltivazioni, alberi, tutto travolto e cancellato in pochi istanti. Bambini e adulti sono stati portati via nel sonno con le loro fragili abitazioni. Fino a qualche giorno fa si parlava già di circa 70 morti; alcuni sono stati sepolti in fretta senza essere contati con gli altri, molti i feriti e migliaia le case distrutte.
La strada principale che dal nord arriva alla città è inagibile per i mezzi pesanti; dovranno fare strade alternative più lunghe per arrivare in città. Parte della strada è affiancata da profonde voragini scavate dall’acqua che hanno corroso la strada rendendola pericolosa. Una buona parte di questa alluvione ha toccato la nostra parrocchia di Kamenge che ha come parroco il nostro missionario saveriano p. Pulcini di Gavarno. Come Saveriani con altre comunità religiose, parrocchie, Caritas, aiuti di volontari, benefattori e organismi che lavorano in Burundi, nonché le amministrazioni locali siamo al lavoro in primo luogo per dare cibo e alloggio e tende per la notte.
La ricostruzione sarà lenta dato il terreno ancora invaso dal fango e che forze e mezzi locali non sono sufficientemente attrezzati, anche se mezzi militari sono all’opera per portare acqua potabile e liberare di sassi e detriti le strade. Speriamo in bene, dato che questo paese non è al massimo della ricchezza… ed è sempre nella lista degli ultimi nelle graduatorie del benessere.
Ho visto tanti gruppi di italiani e non che lavorano qui, laici e religiosi, offrire aiuti per le centinaia di casette da ricostruire e raccolte di coperte, abiti e viveri. Noi Saveriani attingiamo a tutte le offerte che i nostri benefattori ci hanno inviato specie dopo le feste di Natale e anch’io ringrazio per quelle giuntemi da Albino a nome dei poveri barundi.

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