Pregare

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Il silenzio, la preghiera, la riflessione, sono cose per giovani. E sono quello che serve, come ha detto il vescovo di Bergamo Francesco Beschi per «mettersi in viaggio». Lo dimostra l’atmosfera intensa che c’era domenica 16 febbraio al Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano, dove si è svolta la preghiera mariana per i giovani della diocesi.
Santuario affollato soprattutto da giovani e religiosi, posti esauriti sulle panche, ci si siede per terra. Rosario, preghiere, canti animati dalle Sentinelle del mattino, il tutto avvolto da un clima di contemplazione e gioia, lo si intuisce guardano i volti dei giovani.
Importante il momento di catechesi, tenuto dal vescovo Francesco che ha parlato del senso e del valore della preghiera del Rosario per un giovane. Il vescovo ha dato tre suggerimenti: «La preghiera è necessaria come l’aria, non si può vivere senza. È universale. Anche coloro che sembrano lontani, hanno luoghi nascosti, dove si aprono spazi e si pongono di fronte a un Dio misterioso. La preghiera ha bisogno di fede. Quando si prega occorre aprire la finestra del cuore affinché le preghiere possano arrivare al cielo». Ricorda: «Bisogna pregare sempre, senza stancarsi mai. Pregare è come respirare».
Il secondo punto incentrato sulla preghiera a Maria: «La comunità è un intreccio di relazioni di persone che pregano. Ogni persona ha la sua storia di preghiera mariana. Per introdursi alla preghiera a Maria basta dire Ave Maria. Una preghiera meravigliosa. Sono, infatti, le parole del Vangelo. La seconda parte dell’ Ave Maria esprime tutta la nostra umanità. Tutti possono pregare, Prega per noi peccatori».
Il terzo passaggio l’ha dedicato al rosario. «Ai giovani piace viaggiare. Il rosario è un viaggio, un pellegrinaggio. Nacque quando i pellegrini si recavano a visitare i luoghi di Gesù». Conclude: «Io spero che i giovani avvertano il bisogno di pregare. La preghiera non deve essere per un solo momento». Un altro incontro al santuario per la preghiera mariana ai giovani è programmato per il 25 maggio. L’invito è di non aspettare, ma di mettersi in viaggio.

stezzano

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