Cavalieri di oggi

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A sentir parlare di cavalieri, la nostra fantasia galoppa in tempi lontani e s’immagina epiche imprese, come in quei libri che leggevamo da piccoli, quelli con le belle illustrazioni. Esistono ancora oggi i cavalieri, ma scordiamoci certe fantasticherie sul loro conto, gettonate in certi romanzi pseudo-storici.  Sì perché il Sovrano Militare Ordine di Malta è una cosa seria.

Quando mi son messo a pensare ad una associazione cristiana della quale si parla poco e che suscita curiosità, mi sono venuti in mente i Cavalieri di Malta. Non ne avevo mai conosciuto uno vero e li vedevo solo una volta all’anno, in occasione del Corpus Domini, con il loro mantello nero e la croce ottagona bianca ricamata… da ragazzino qual ero era inevitabile subirne il fascino ma i Cavalieri di Malta non sono fatti per sfoggiare simboli con quasi mille anni di storia.

L’ordine nasce nel 1048 col nome di “Ordine di San Giovanni di Gerusalemme”: ai tempi infatti, l’Ordine, al tempo una vera e propria comunità di monaci, gestiva un ospedale a Gerusalemme ove si assistevano i pellegrini che arrivavano in Terra Santa. Fu poi nel 1113, mediante la bolla papale “Pie postulatio voluntatis”, che il papa Pasquale II riconosce l’ordine come “Ordine Religioso Cavalleresco” avente, in seguito, anche natura militare in difesa dei malati e dei pellegrini dagli attacchi dei musulmani. Dopo la perdita definitiva della Terra Santa con la caduta di San Giovanni d’Acri nel 1291, i Cavalieri Ospitalieri, nei secoli seguenti, si spostarono dapprima a Cipro, poi a Rodi, successivamente a Malta ove divennero una potenza navale, preposta a difesa della cristianità (impegnandosi a rimanere neutrali dai conflitti tra nazioni e regni cristiani). Arrivò poi Napoleone che li cacciò da Malta e si stabilirono definitivamente a Roma, sede attuale del Palazzo Magistrale, in Via Condotti, e della Villa Magistrale sull’Aventino. L’Ordine riscopre la sua originaria missione di assistenza ospedaliera, l’obsequium pauperum che, unita alla tuitio fidei, ritorna ad essere la sua attività principale.

Descrivere cosa è il “Sovrano Militare Ordine di Malta” non è semplice, così come non è facile elencare le innumerevoli attività da esso svolte. ll conte Augusto Medolago Albani, un autentico cavaliere di Malta, e don Michele Carrara, cappellano del gruppo di Bergamo, sono stati molto disponibili a dare una panoramica su cosa è l’ordine e cosa fa l’ordine nel mondo e a Bergamo.

Oggi, spiega il conte Medolago Albani, “Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta” (questo il nome completo) è soggetto di diritto internazionale contraddistinto da una peculiare posizione di neutralità, pienamente imparziale e apolitico. L’ordine, fedele alla sua secolare vocazione di assistenza ospedaliera, è impegnato costantemente sul fronte diplomatico, intrattenendo relazioni con ambasciate in 104 stati (non solo a maggioranza cattolica), assicurando la sua presenza in prima linea nei più disparati scenari: il Malteser International (servizio di soccorso internazionale dell’Ordine di Malta) ha operato nelle Filippine devastate dal tifone Haiyan; assiste i profughi della guerra civile siriana rifugiatisi nei campi in Turchia, Libano e Bulgaria; in una situazione di continua violenza in Repubblica Centrafricana, in Sudan del Sud, in Mali e nella Repubblica Democratica del Congo, l’Ordine ha inviato medici, attrezzature sanitarie e mediche, collaborando con le organizzazioni che da sempre operano in quelle zone; ad Haiti, il personale dell’Ordine di Malta è ancora presente con programmi di soccorso per aiutare la popolazione locale; è altresì  attivo in Pakistan, India, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Vietnam in quanto aree fortemente soggette a calamità naturali; l’Ordine si è poi impegnato in numerose attività nei settori degli alloggi e dell’istruzione in diversi paesi europei tra cui l’Ungheria, la Romania e l’Albania a favore delle popolazioni Rom. In tutto sono 120 i paesi in cui l’Ordine volge la propria attività medica e umanitaria (in Italia gestisce l’ospedale romano “San Giovanni Battista” specializzato in neuro-riabilitazione).

È membro del Consiglio d’Europa ed è osservatore permanente presso molteplici organizzazioni internazionali. L’Ordine ha anche a disposizione personale militare proveniente dai ranghi delle armi italiane, che interviene a sostegno delle strutture sanitarie d’emergenza nelle missioni internazionali.  L’elenco è stato lungo ma si potrebbe continuare…L’unico inconveniente è che non ha un territorio ma non per questo l’Ordine si è astenuto dal continuare la sua attività con la stessa fede che l’ha animato in tutti questi secoli.

«L’ordine di Malta è un ordine religioso ma laicale – spiega il cavaliere Medolago Albani – al suo interno, l’ordine è suddiviso in tre ceti che raggruppano undici categorie di persone con diversi titoli di appartenenza in base alla condizione religiosa, clericale, a concessioni magistrali, ai requisiti nobiliari, al grado di vincolo con l’Ordine: il primo ceto è costituito dai Cavalieri di Giustizia che hanno emesso i voti religiosi di povertà, di castità e d’obbedienza e che sono considerati veri e propri religiosi. Il secondo ceto è composto dai Cavalieri in obbedienza, coloro i quali si obbligano, con una promessa di obbedienza, ad una vita tendente alla perfezione cristiana, secondo il proprio stato, nello spirito dell’Ordine e nell’ambito delle sue opere, in conformità alla propria vocazione e alle direttive dei legittimi superiori. L’ultimo ceto è costituito da quei membri che non emettono voti religiosi né Promessa, ma vivono secondo le norme della Chiesa, pronti a impegnarsi per l’Ordine e per la Chiesa».

Il gruppo di Bergamo è composto da una dozzina tra cavalieri e dame, a cui vanno a sommarsi altrettanti aggregati tra cui un discreto numero di giovani che collaborano alle innumerevoli attività del piccolo ma industrioso gruppo di Bergamo (facente parte del gran priorato di Lombardia e Venezia): fedeli all’Obsequium Pauperum, anche i cavalieri di Bergamo si danno da fare attivamente per assistere i malati, accompagnandoli in molteplici pellegrinaggi (tra cui anche Lourdes e Loreto) e organizzando cene per i malati in diversi momenti dell’anno dandosi da fare personalmente alla preparazione. Questo è l’Ordine di Malta: da 966 anni in prima linea nella tuitio fidei e nell’obsequium pauperum. E anche a Bergamo i cavalieri e le dame rimangono, con entusiasmo, fedeli alla vocazione ospedaliera dell’Ordine.

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