I confini del dolore

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Sono le sette del mattino di una mattina di giugno. Suona la sveglia, ma Ilaria e Paolo la spengono per dormire qualche minuto in più. Sembra una mattina come tante altre, ma nello spazio di pochi istanti cambia tutto. Un malore improvviso e Paolo muore. Così la vita di Ilaria e Chiara, la sua bimba di due anni, all’improvviso cambia.

Parte da qui “La casa trasparente” romanzo delicato e intenso di Sabina Spada: romanzo d’amore, dolore e coraggio che l’autrice presenta questa sera alla libreria Feltrinelli di Bergamo. Appuntamento alle 18, ingresso libero.

La protagonista, Ilaria, ha solo 38 anni: di fronte alla tragedia si sente travolta, all’improvviso incapace di affrontare anche le cose più normali e scontate. Alle prese con la “burocrazia della morte”, nel suo doloroso pellegrinaggio da un ufficio all’altro, scopre che “Chiudere l’esistenza di Paolo è un lavoro a tempo pieno, una fatica immane, ma anche un espediente per recuperare una qualche parvenza di ordine, quello che nella vita è svanito. “La casa trasparente” del titolo viene dal verso da “L’assenza”, una poesia di Pablo Neruda, un invito a vivere nonostante la separazione e il lutto:

“Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
da risvegliare la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E’ una casa così grande l’assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell’aria.
E’ una casa così trasparente l’assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò di nuovo.”
E c’è davvero tanta “forza pura” nella reazione di Ilaria alla morte, nel modo in cui sta vicina alla figlia Chiara, che pur avendo soltanto due anni, con la strana saggezza dei bambini sembra acutamente consapevole di quello che le accade intorno. L’autrice, di Busto Arsizio, giornalista, laureata in filosofia e diplomata in danza contemporanea è al suo primo romanzo. Tra le pagine traccia un percorso limpido, asciutto, che affonda nell’ordine delle cose. Attraverso gli occhi e le persone che incontrano Ilaria nel romanzo mostra anche quanto sia difficile a volte affrontare e comprendere il dolore degli altri.

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