Libri & dipinti

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La nostra rubrica d’autore «@Diaridilibri» questa settimana è “in trasferta” a Firenze, dove scopre che è sempre un libro e non un selfie il compagno migliore per capire la bellezza… Lo scrittore Claudio Calzana, autore di romanzi come «Il sorriso del conte» ed «Esperia», direttore dei Progetti Editoriali e Culturali di Sesaab e direttore della libreria Buonastampa (via Paleocapa 4/d) in queste pagine, scritte apposta per noi, ancora una volta ci aiuta a scoprire come i libri entrano nella vita e la cambiano. Ci regala un po’ della polvere e dell’incanto che si respirano tra gli scaffali di una libreria…oppure, in questo caso, di un museo, anch’esso in fondo pieno di tracce letterarie.

Sono stato qualche giorno a Firenze, e per non perdere il ritmo di questa rubrica mi son detto che avrei potuto occuparmi di guide e libri di viaggio. E in effetti mi sono preso pure qualche appunto: tipo che guide degne del nome tra i turisti ne ho viste poche, per non dire nessuna.

Oggi trionfano fogli volanti rimediati alle casse dei vari musei, o meglio sono cellulari e iPad che la fanno da padroni, per cui si clicca qualcosa a metri due dal quadro, ovvero ci si selfizza in barba ai regolamenti belli chiari.

A proposito, in tema di cartelli ne ho visto uno agli Uffizi che così recitava: “Vietato appoggiare i piedi alle pareti”. Lì per lì l’ho preso per un’opera d’arte fuori stagione: l’annuncio non mi sembrava utile e nemmeno possibile, ma nell’incrociare uno sciame adolescente ho cambiato parere: ché obbligare al bello è il modo migliore per sfornar villani.

Ma torniamo al punto: tra mostre chiese e quadrerie, a Firenze in mano ai turisti erano ben pochi i libri a contrappunto della visita. Eppure. Eh, eppure, a scorrer le sale, il libro compare eccome tra le tele, a ricordare che il cristianesimo è anche cultura del libro: libro che si squaderna in preghiera o meditazione, ovvero in cui si dimentica il dito intanto che si posa; per non dire che spesso la vergine a colloquio con l’Angelo ha un piccolo volume per mano; e così vale per gli eremiti, i dotti, i santi: nei quadri è tutto un via vai di pagine dorsi e copertine. E non dimentichiamo gli umanissimi libri di conti per i mercanti, i cabrei a ribadir possessi e proprietà, le tante signorine timorate che il libro nobilita e rincuora.

Il che non fa il pari con i turisti che ho incrociato: è come se il libro dipinto fosse il reperto di un passato ormai lontano, relegato al tempo storico rappresentato. Una faccenda talmente antica da dover scomodare un pittore.

Insomma: tanti libri al di là della tela, scarsi al di qua. Poche persone intendono il libro a mediazione principe e necessaria di ogni esperienza di vita; come peraltro insegnava il Petrarca quando, asceso il monte Ventoso, si ritrovava in lettura a regolare il respiro e la visione. Ed erano le Confessioni di Agostino, guarda caso.

Allora forse è bene ribadire – e non solo a quei giovani che appendono i piedi alle pareti dei musei – che solo grazie a un libro le umane vicende acquistano la giusta proporzione: altrimenti tutto quel che accade si riduce a semplice vista, pura fatica, umana tentazione.

A pensarci bene, senza un libro il mondo non si rilega, e men che meno si dispiega.

 

© Claudio Calzana
www.claudiocalzana.it
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L’illustrazione è «Vortice», un’opera dell’artista madrilena Alicia Martin

Hai anche tu una storia di libri da raccontare? Scrivici e Claudio Calzana la racconterà per te!

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