Quasi Beautiful

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Pane&Noci 6 (1)

Sotto ogni campanile italiano si ramifica un’intricata rete di parentele e amicizie che anche gli sceneggiatori di Beautiful faticherebbero a controllare. Il barbiere Lucio aveva due fratelli e una sorella. Il marito della sorella aveva a sua volta tre sorelle, una delle quali andata in sposa da un paio di settimane a un ragazzo di città ch’era figlio del segretario della federazione sportiva. Reo, a parere del sindaco, di aver deciso a tavolino il risultato del derby.

-Mozzare il baffo per difendere il padre del marito della sorella di tuo cognato mi pare eccessivo- rimproverò Angelo.

Lucio aggrottò le sopracciglia.

– C’avete ragione, ecco, mi sono lasciato prendere la mano-

– E io mi lascerò prendere il piede- caricò il destro il Foresti.

Il barbiere si riparò dietro la cassa.

– Mi spiace. Sarà stato lo stress, l’ansia del lavoro, quel centro commerciale che mi sta rovinando- sospirò, -ormai il danno è fatto-.

– Fammi indovinare – mise le mani avanti don Biagio –Ne sei amaramente pentito.-

Lucio annuì.

Don Biagio sul pentimento dei fedeli aveva sempre serbato dubbi. Venivano in confessionale, mettevano su il disco delle malefatte, poi uscivano con il contatore azzerato e ricominciavano daccapo. Forse di penitenza sarebbe stato più efficace uno sberlone che un’avemaria.

– Che volete che sia. È un baffo, ricrescerà – concluse don Biago imboccando la porta.

– La fate semplice voi. Mica era vostro il baffo. Perché non applichiamo lo stesso discorso ai vostri capelli?-.

Don Biagio sbuffò annoiato dall’ennesima provocazione e Angelo, per placare sul nascere il bisticcio che di certo ne sarebbe nato, agitò l’aria con le mani.

– Sempre che abbiate il coraggio di tagliarvi quelle quattro penne che portate in testa – continuò il Foresti.

Angelo mise la mano sulla fronte e rivolse gli occhi al cielo. Don Biagio certe scommesse non le lasciava passare, e difatti il reverendo tornò verso Lucio, si sedette sulla poltrona e gli mise le forbici in mano.

– Su forza, che aspetti, diamo al nostro sindaco la soddisfazione di vedere un bel taglio -.

Angelo lasciò i due contendenti nel locale e tornò in biblioteca, dove aveva abbandonato il carrello dei rientri.

– Chi è il nuovo prete? – gli chiese la moglie Rita il giorno seguente sui banchi della chiesa.

– Un parente del sindaco -.

E in effetti così sembrava. Don Biagio e il Foresti, già uguali di carattere, totalmente glabri avevano pure una certa somiglianza fisica. Tratto che i compaesani non mancarono di notare.

Quello che più ci mise impegno fu un graffitaro che con una bomboletta spray scrisse “separati alla nascita” sulla parete della nuova sala della biblioteca. Uno sfregio che prete e sindaco si legarono allo stesso dito perché, quando c’era da difendersi, anche Sparta e Atene andavano d’accordo.

E siccome Angelo era suo malgrado custode delle confidenze di entrambi, non poté fare a meno di notare che i due erano in tutto e per tutto due gocce d’acqua. Vesti a parte.

– Che c’è? – gli chiese Rita che intuiva subito quando c’era qualcosa che non andava.

– C’è aria di tempesta-.

– E da che banda proviene?-

– Da destra e da sinistra-.

– E dove andrà a scaricarsi questa tempesta?-.

Il malcapitato si chiamava Ennio, ma per darsi un tono si faceva chiamare di nome En e di cognome Tropy. Così messo insieme veniva fuori l’inglesismo Entropy, concetto che Ennio ignorava, ma amava citare.

Ecco, Ennio era un ragazzotto in cerca della propria strada. Creative designer, brand manager, art graphic director e un’altra decina di diciture incomprensibili sul curriculum. Risultato: disoccupato cronico. Ennio, appunto, cercava la propria strada e la bravata della bomboletta spray gli era venuta in mente per accattivarsi visibilità in un settore in cui o se figlio di, o sei nessuno.

E il risultato fu un clamoroso successo, ma solo per la bottega del barbiere Lucio.

Il Foresti e don Biagio, in punizione allo sfregio, scortarono Ennio dal barbiere e lo obbligarono a rasarsi a zero. E il giorno successivo Ennio si rivalse sul figlio del Foresti, che aveva su per giù la sua età. E il Foresti junior a sua volta adottò la stessa tattica contro un avversario in amore, nipote del consigliere di minoranza che aveva sputato il coriandolo. E siccome la patata bollente balzava senza controllo di palo in frasca, la bottega di Lucio si riempì di giovani che, senz’attendere il proprio turno, si rapavano volontariamente.

Primo episodio: L’inaugurazione
Secondo episodio: Cioccolato
Terzo episodio: Grigliata esplosiva
Quarto episodio: Chi la fa…
Quinto episodio:Una zuffa coi baffi

 

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