Vaticano digitale

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Un accordo per la digitalizzazione, nell’arco di quattro anni, di 3 mila manoscritti, nell’ambito del più vasto progetto di digitalizzazione di tutti gli 82mila manoscritti. A firmarlo sono stati oggi, nel vestibolo del Salone Sistina, la Biblioteca apostolica vaticana e “Ntt Data”, azienda giapponese specializzata nel settore, che opera in oltre 40 Paesi. “Conservare e rendere disponibile l’immenso tesoro dell’umanità che le è stato affidato”: con queste parole monsignor Jean-Louis Bruguès, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ha definito lo spirito del progetto, che vuole offrire alla libera consultazione sul web di manoscritti che “si estendono dall’America precolombiana all’estremo oriente cinese e giapponese, transitando per tutte le culture e le lingue che hanno animato la cultura dell’Europa”. Una “missione umanistica”, in sintesi, che intende giungere fino alle più svariate “periferie culturali”. “Tutti i manoscritti digitalizzati grazie a questo progetto saranno resi disponibili sul sito della Biblioteca apostolica vaticana nella forma di immagini ad alta definizione”, ha spiegato Toshio Iwamoto, presidente e Ceo di “Ntt Data Corporation”. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto Patrizio Mapelli, presidente e Ceo di Nt Data Emea – è dare la possibilità agli studiosi di accedere in maniera più semplice a tesori culturali e storici del Vaticano”.

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