Emozioni

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Gioia, emozione, entusiasmo. Sono i sentimenti che animano i fedeli giunti dalla diocesi di Bergamo, il territorio che ha dato i natali a San Giovanni XXIII. Sono giunti in quasi duemila dal capoluogo lombardo, da Sotto il Monte e dai paesi circostanti per assistere allo storico evento della canonizzazione del Papa buono.

Don Angelo, un prete vicino alla gente. In una Roma piovosa, a introdurre i fedeli alla grande festa della canonizzazione è stata una messa celebrata sabato nella Basilica di San Giovanni in Laterano, presieduta da monsignor Francesco Beschi, arcivescovo di Bergamo. “Papa Giovanni ha amato la sua terra bergamasca, che ancora lo ama”, ha detto il presule, a significare il grande legame tra il sacerdote Angelo Roncalli e il suo territorio. “Questo evento è speciale, perché il Papa del nostro paese è stato proclamato santo”, esclama Mirella, una delle fedeli giunte a Roma, che ricorda come “Giovanni XXIII ha dato tanta testimonianza, e specialmente per i nostri genitori è stata una guida. Non c’è una casa delle nostre dove non ci sia una sua immagine, e noi lo preghiamo molto”. Annamaria, invece, che vive a cinque chilometri dal paese natale del neo Santo, ricorda che Giovanni XXIII “da studente raggiungeva da Sotto il Monte l’istituto Celana a Caprino bergamasco. Era un bravo sacerdote, veramente molto buono”. Per tutti, sono tante le storie del giovane sacerdote Angelo Roncalli che si potrebbero narrare, ma ad Antonella piace ricordare il papà che raccontava “di aver fatto il chierichetto al futuro Papa”. Angelo, invece, uno dei responsabili dei pullman organizzati dalla diocesi, settant’anni, ha conosciuto Giovanni XXIII “grazie ai racconti che mi faceva mia madre”. Presenti anche tantissimi giovani, da Bergamo e Sotto il Monte, che hanno trascorso la notte nelle zone vaticane e hanno vissuto con trepidazione la celebrazione, sparsi tra la piazza e via della Conciliazione.

Emozioni uniche. In tutti i fedeli bergamaschi giunti a Roma la sensazione di gioia si tocca con mano. “Sono rimasto entusiasta per questo evento che mi ha coinvolto in modo toccante”, dice Renato, che vive alle porte di Sotto il Monte. “È stata una esperienza emozionante, un avvenimento unico e irripetibile”, dice Michela, cui fa eco Gisella, per la quale “la gioia è indescrivibile, e neanche immaginavo la partecipazione di tutta questa gente arrivata da tutto il mondo”. “Bellissima, toccante, commovente, coinvolgente”, per la giovane Maria, che cerca le parole per raccontare la sua giornata. “Anche il cielo ha tenuto”, nonostante le nuvole minacciassero pioggia. “È stato un momento forte anche spiritualmente”, prosegue, come lo è stato per Angelo, che confida di aver sentito “due lacrime” rigare il suo volto.

Momenti clou. “Il momento più bello è stato quando il Santo Padre ha espresso la formula di canonizzazione”, riprende Renato, una sensazione condivisa anche da Angelo. Una giornata speciale per Daniele, che considera “nella sua storia personale una grandissima emozione vedere due papi concelebrare la canonizzazione di due pontefici”. Proprio la presenza contemporanea di Benedetto XVI accanto a Francesco e “l’abbraccio tra i due Papi” è stato il momento più emozionante per Michela. Francesco e Benedetto a salutarsi, stringere la mano. Due Papi a pregare insieme nella piazza stracolma. Anzi, per essere precisi, ieri i Papi ad abbracciarsi erano in quattro.

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