Il santo legno

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Cinque parrocchie unite per dare vita a una rappresentazione sacra: non solo teatro ma un modo per creare una comunità “più grande”. Le parrocchie sono quelle di Fonteno, Solto Collina, Elmate, Zorzino e Riva di Solto. Il tema scelto quest’anno è “Il santo legno – Golgota. La collina della vita 2014”. Sono coinvolte parrocchie, comuni, associazioni e centinaia di persone che fanno crescere questa iniziativa lavorando insieme, intessendo relazioni, mettendo a disposizione ciò che sanno fare.
Tutto è iniziato con un festival di teatro sacro, “Crocifixus” che “adesso, purtroppo – spiega Walter Spelgatti, anima della manifestazione – non c’è più, ma visto l’entusiasmo nato intorno a questo progetto noi continuiamo comunque. In questo clima cupo di crisi non è sempre facile ma proprio per questo diventa un’occasione anche più preziosa. La gente infatti tende a chiudersi in se stessa, perde la voglia di uscire di casa, di dedicare il proprio tempo ad attività di volontariato, e invece per partecipare bisogna uscire, incontrarsi, costruire qualcosa insieme e ci sembra importante per tutti”.
Accanto alle parrocchie partecipano i comuni della zona Fonteno, Solto Collina e Riva di Solto e la Pro Loco La Collina che è sovraterritoriale più tante associazioni: i cori, la banda i gruppi teatrali ma anche le squadre di calcio, i bambini del catechismo e delle scuole elementari, gli alpini. “La porta è aperta per tutti quelli che desiderano essere coinvolti” sottolinea Spelgatti.
Ogni anno lo spettacolo ha un tema diverso: quest’anno è appunto “Il santo legno”. L’appuntamento è fissato per il 4 maggio: “Il 3 – chiarisce Spelgatti – è la festa del ritrovamento della santa croce, quindi la data cade proprio al momento giusto. L’abbiamo fissata un po’ più in là rispetto agli anni scorsi per non sovrapporci ad altri importanti appuntamenti diocesani. In genere vengono coinvolte nello spettacolo oltre trecento persone”.
Lo spettacolo è basato su un testo di Claudio Bernardi. “Stiamo poi facendo un’accurata ricerca per mettere in scena rivisitandole a modo nostro alcune delle più belle tradizioni italiane delle diverse regioni italiane che riguardano la settimana santa e la Santa Croce. Uniamo idealmente l’Italia dalla Sicilia e dalla Sardegna, dalle quali abbiamo attinto per esempio la tradizione musicale degli oratori sacri liturgici cantati dalle donne e suonati nelle piazze fino alle Marche e al Centro Italia, da cui viene l’idea delle infiorate. Il risultato sarà uno spettacolo sicuramente unico in cui confluiscono tanti elementi diversi, ma che soprattutto è il frutto di mesi di lavoro e della sintesi delle capacità e del lavoro di centinaia di persone.
“Ci sono altre rappresentazioni sacre in Bergamasca – chiarisce Spelgatti – che sono il frutto di una lunga tradizione. La nostra pur inserendosi in questo filone è del tutto nuova, l’abbiamo inventata da zero a partire da una prospettiva contemporanea. Claudio Bernardi, referente del progetto per la drammaturgia dello spettacolo e il processo comunitario che lo accompagna lo definisce un’esperienza visionaria. Mettiamo in scena simboli che comunicano idee ma non in modo didascalico”. In un contesto come questo non contano tanto le capacità attoriali quanto “costruire insieme un processo comunitario”, che in genere si sviluppa dal mese di novembre fino al giorno dello spettacolo: “Per questa occasione i gruppi si aprono, escono dai confini tradizionali, si creano nuove relazioni, i confini si allargano”.
Ha un grande fascino il luogo scelto quest’anno per lo spettacolo: “Si svolgerà a Fonteno – spiega Spelgatti – nella piana di Vister, dove si arriva soltanto a piedi, con una passeggiata di 30 minuti a piedi dal centro del paese tra le famose cascine, 365 come i giorni dell’anno. La piana sembra un’arena naturale tra conifere e castagni. Dalla piana si vedono il lago d’iseo e valcamonica: un panorama bellissimo che da solo già compensa la piccola fatica della camminata”. Ogni anno la manifestazione si apre alla collaborazione con enti, associazioni, aziende: quest’anno è stata attivata una partnership con la Uildm, che metterà a disposizione un sistema di trasporti per le persone disabili, gli anziani, in generale le persone che non possono camminare ma che desiderano partecipare allo spettacolo. Ci sarà un servizio di bar e cucina attivo fin dal mattino per chi vorrà trascorrere la domenica in montagna e alle 15 partecipare allo spettacolo.
Un’altra rappresentazione, “Le tre Marie”, sempre di Claudio Bernardi, sarà offerta la sera del 3 maggio nella piazza di Fonteno, aperta a tutti: “Ma in particolare – osserva Spelgatti – la dedichiamo alle persone che non potranno partecipare alla rappresentazione del 4 maggio. Protagoniste tre donne ispirate alle tre Marie ai piedi della croce. In questa finzione una volta morto Gesù decidono di continuare a fare del bene aprendo una sorta di società. Protagonisti in scena i Trapezisti danzerini di Milano, con la regia di Anna Maria Ponzellini.

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