Fare la pace

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“Fare la pace è un’espressione che leghiamo facilmente alla vita quotidiana: fa capire subito, in modo chiaro, una cosa importante, e cioè che la pace non si gode, non è mai data una volta per tutte ma si deve sempre costruire”. Così don Fabrizio Rigamonti, direttore dell’ufficio diocesano per i beni culturali, commenta il tema della quinta edizione del Festival della Cultura Bergamo: “Fare la pace, i confini del mondo e le speranze degli uomini”. Ed è forte, naturalmente, il richiamo a Giovanni XXIII e alla “Pacem in terris”, in questi giorni che accompagnano alla canonizzazione.
Quest’anno così la manifestazione nata per iniziativa di Centro Congressi Ente Fiera Promoberg e L’Eco di Bergamo con Fondazione Bernareggi, Conservatorio, Sony Classica e altri importanti partner decide di legarsi in modo forte all’attualità sociale e alle difficili congiunture del nostro tempo, ma sempre ponendo al centro l’attenzione alla cultura, all’arte e ai giovani. Nel programma sono previsti momenti di importante riflessione teorica e testimonianze di esperienze raccolte nel mondo. Come sottolinea il presidente del Festival della Cultura Casto Iannotta “Il progetto, che si focalizza sull’ambito del sociale, vuole porre in primo piano gli aspetti concreti
che costituiscono il tema della pace.

È proprio il sottotitolo a declinare questa concretezza: i confini del mondo e le speranze degli uomini. La pace infatti non è una condizione data di per sé, ma è il frutto di un processo sempre in atto, che passa attraverso la costruzione dei confini del mondo, le strutture economiche, i rapporti politici, le scelte sociali e le relazioni religiose. Don Giuliano Zanchi, membro del comitato artistico, aggiunge: “Il programma del Festival prevede gli interventi di alcuni interpreti di eccellenza della transizione contemporanea e le testimonianze di studiosi, intellettuali, figure di primo piano, impegnate nei capitoli principali dell’attuale snodo sociale: dalle questioni geopolitiche a quelle migratorie, dal rapporto fra religioni alla condizione giovanile. La difficile costruzione di un mondo umano da cui dipende una vera condizione di pace. Essa difatti non è uno stato di cose, ma un necessario progetto”.
“Oggi più che mai – osserva Vittorio Bo, presidente di Codice. Idee per la cultura e membro del comitato artistico – è necessario che i temi della convivenza e di una possibile nuova concezione della pace siano portati in modo diretto e coinvolgente a tutto il pubblico interessato, che diventa soggetto partecipe di un confronto sociale e culturale profondo. Non si tratta tanto di “insegnare” quanto di “apprendere” e “comprendere” l’equità e il diritto, i valori e la solidarietà, la tolleranza e l’accoglienza. Il Festival vuole proporre così un territorio comune dove ascoltare e ascoltarci, dove la partecipazione è desiderio di futuro, uguale per tutti”.

GLI EVENTI IN PROGRAMMA

Il programma è denso e interessante, si sviluppa dall’8 al 25 maggio in una trentina di appuntamenti: concerti, proiezioni, incontri e workshop, dislocati tra musei, teatri e piazze.
L’ingresso è gratuito previa prenotazione online già attiva sul sito internet www.bergamofestival.it. Con alcuni momenti eccellenti come l’incontro con Zygmunt Bauman previsto per il 9 maggio alle 21 al Centro Congressi. A introdurre la serata sarà Giulio Brotti, collaboratore de L’Eco di Bergamo e del Santalessandro e da quest’anno nel comitato artistico del Festival, che qualche mese fa fra l’altro ha intervistato Bauman per noi: leggi qui.

Ospiti internazionali e attenzione al territorio: una doppia attenzione che il Festival della cultura, come sottolinea Roberta Caldara, direttore della manifestazione – mantiene anche per questa edizione. Tra le testimonianze internazionali anche quelle di  Jacqueline Morineau, la fotoreporter Monika  Bulaj e Azra Ibrahimovic. Ma ci sarà anche un legame con le esperienze di realtà concrete individuate sul territorio dove si sperimentano nella vita quotidiana i temi trattati, come accade per l’associazione  Intrecci di storie e per il pensiero della Morineau,  applicato dall’Ufficio giustizia riparativa della Caritas diocesana bergamasca. Si rinnova poi la collaborazione con il Conservatorio “Gaetano Donizetti” di Bergamo. Sarà dato un ampio spazio ai giovani talenti della musica, primo tra cui il “Talent Scout” realizzato con Sony Classical.
La serata di apertura del Festival, organizzata in collaborazione con Sacbo, si svolgerà l’8 maggio al Teatro Donizetti: ospite d’onore sarà Michael Cawley, dirigente di primo livello di Ryanair, società aerea low cost; dopo l’intervista a Cawley, il resto della serata proseguirà con il concerto della Filarmonica del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo e del pianista Roberto Cominati, che curiosamente oltre che musicista è anche pilota di aerei civili.

La parte più corposa del programma del Festival è dedicata a incontri, seminari e dibattiti  volti a raccontare esperienze  raccolte in giro per il mondo. Abbiamo già accennato a Bauman, il sociologo della modernità liquida, che già al mattino del 9  maggio, accompagnato dalla collega Aleksandra Kania, sarà protagonsita di un incontro chiuso con gli studenti dell’Università di Bergamo e in serata terrà come detto la lectio magistralis “I confini del mondo e le speranze degli uomini” al Centro Congressi Giovanni XXIII. Lo stesso giorno alle 18 al Teatro delle Grazie Michela Marzano, filosofa e scrittrice, parlerà dell’amore, tema del suo più recente saggio. Il 10 maggio sarà invece la volta di voci dal passato: al Chiostro dell’ex convento di San Francesco in Città Alta, in collaborazione con il Festival delle Lettere, andrà in scena “Lettere dal fronte”, una lettura di alcuni scritti dei soldati della Grande Guerra realizzata con il “Festival delle Lettere” di Milano. Con l’incontro del 12 si andrà ancora più indietro nel tempo: Luis Godart, archeologo e filologo miceneo, dedicherà il suo intervento al concetto di Europa, entità geografica e idea filosofica che affonda le proprie radici nel mito greco: fin dall’antichità essa è stata sia crocevia di diversità sia base per un’identità comune, che di certo esiste, ma è difficile da definire.
Il 13 al pomeriggio prenderà la parola Pierluigi Dovis, direttore diocesano Caritas, che tratterà il tema dell’impegno, illustrando alcune delle realtà sociali più deboli emerse negli  ultimi anni, tra nuove povertà e mancanza di reti  sociali, indebolite dalle crescenti difficoltà economiche.
In serata si farà un tuffo nella filosofia con Silvano  Petrosino,  docente  dell’Università Cattolica di Milano, che terrà al centro Congressi Giovanni XXIII un incontro dal titolo “Il senso umano dell’economia”. Di filosofia si parlerà anche il 16 con Michael Rosen, filosofo di politica e docente ad Harward, che interverrà in serata al Teatro alle Grazie e parlerà del concetto di dignità, ripercorrendo le pietre miliari di una delle idee che più hanno definito il pensiero e l’agire umano.
Il 14 invece, ancora al Centro Congressi, si incontrerà un importante personaggio bergamasco: “Sergente Roncalli. Dal buio della guerra una luce di pace” è un incontro realizzato in collaborazione con la Fondazione Papa Giovanni XXIII, dedicato al giovane Roncalli, che ha preso parte alla Grande Guerra come sergente di sanità e cappellano; la relazione si avvale di immagini rare e artisticamente rielaborate da Antonio Chiesa che ritraggono Roncalli negli anni della Prima Guerra mondiale. Il 15 alla libreria Articolo 21-Legami si parlerà di progetti umanitari: sarà presente per raccontare le proprie esperienze Selene Biffi, fondatrice e presidente di Youth Action for Change e ideatrice di Plain Ink, un’organizzazione no-profit per la promozione dell’alfabetizzazione e dello sviluppo locale in India e in Afghanistan attraverso fumetti e altri interventi gratuiti: moderatore dell’incontro sarà David Moretti, direttore creativo di Wired.

Non bisogna per forza guardare lontano per scoprire racconti significativi: ne è la prova “Intrecci di storie”, in programma il 17, un momento di incontro in cui le donne migranti  metteranno  disposizione le loro storie, aspirazioni, preoccupazioni e chi è all’ascolto potrà  fare domande, esprimere  opinioni o semplicemente venire a conoscenza di esperienze di vita diverse. Parlando di confini è inevitabile toccare il tema delle razze, argomento che sarà infatti trattato da Francesco Cavalli Sforza e Telmo Pievani in “Diversi ma uguali. Le radici biologiche ed antropologiche della convivenza”, il 18 nel pomeriggio al Centro Congressi.
Il 20 la parola passerà a Jacqueline  Morineau, uno dei più importanti teorizzatori della cosiddetta giustizia riparativa, che tratterà questa tematica nel seminario dal titolo “La pace e la terra: le radici profonde di un nuovo modello di giustizia”, realizzato in collaborazione con Caritas.

Per ampliare i propri orizzonti oltre i confini del mondo, il 22 è in programma al Teatro alle Grazie il seminario “I confini dell’universo e la luce delle origini”, tenuto dall’astrofisico Marco Bersanelli. Doppio appuntamento internazionale per il 24: al mattino Azra Ibrahimovic, al Temporary Lab di via XX Settembre, racconterà la propria esperienza di lavoro con le organizzazioni internazionali e con il Cesvi, per il quale è coordinatrice locale in Bosnia Erzegovina; al pomeriggio Amira Hass, giornalista e scrittrice israeliana, alla Fondazione Bernareggi, parlerà della difficile coesistenza tra israeliani e palestinesi.

CINEMA AL FESTIVAL

Ci sarà anche spazio per il cinema, accompagnato da incontri con registi, sceneggiatori e autori. Si inizia il 12 presso l’Auditorium di Piazza della Libertà con la proiezione in serata di “Scemi di guerra. La follia nelle trincee”: saranno presenti il regista Enrico Verra, lo sceneggiatore Davide Sapienza e il ricercatore Quinto Antonelli. Si prosegue la mattina del 14 presso il Teatro alle Grazie con “Italy amore mio”, progetto cinematografico sostenuto da Bayer, che parla di diversità, integrazione e pari opportunità: interverranno Ettore Pasculli, regista, e Daniele Rosa, direttore comunicazione gruppo Bayer in Italia; l’evento, aperto solo agli studenti delle scuole superiori, è in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, per la quale interverrà Laura Chiappa, direttore sanitario, e l’Associazione Aiuto Donna. Sempre al Teatro alle Grazie, il 17, il Festival della Cultura ospiterà il Festival di Cortometraggi di Sarnico per “On the move”, una proiezione dei migliori corti delle edizioni passate che meditano sul grande lavoro di integrazione in atto nella nostra società. Il 21 all’Auditorium di Piazza della Libertà il film “Des Hommes et des Dieux” di Xavier Beauvois, accompagnerà l’incontro con il giornalista Nicolas Ballet, autore de “Lo spirito di Thibirine”, un libro intervista con frère Jean-Pierre: entrambe le opere sono dedicate alla strage dei monaci del monastero di Thibirine avvenuta nel 1996. L’ultima proiezione in programma sarà quella di Forbidden Childhood – Vietato sognare di Barbara Cupisti, che si terrà il 22 presso il Centro Congressi Giovanni XXIII: il film, prodotto da Rai Cinema e distribuito in Italia dall’Unione Circoli Cinematografici Arci, racconta le difficoltà incontrate dagli attivisti che operano sia in Palestina sia nello Stato d’Israele e lottano nella speranza di creare un futuro migliore per i giovani: protagonisti sono il palestinese Ali Abu Awwad, che già aveva preso parte alla “prima intifada” ed è divenuto nel frattempo leader di un movimento pacifista, e l’ex soldato israeliano Elik Elhanan, ora portavoce dell’associazione “Combatants for Peace”.

SPAZIO ALLA MUSICA

Visto il successo raccolto nelle precedenti edizioni, non poteva mancare una sezione di eventi dedicata alla musica. Grazie al rinnovo della collaborazione con Sony Classical, anche quest’anno il programma è ricco e interessante. Si inizia il 15 con un incontro-concerto nella serata dal titolo “Il Maestro, l’Allievo e l’Avversario”, che vedrà protagonisti Bruno Canino (pianoforte), Alessio Bidoli (violino) e Alberto Cantù (narratore), in un appuntamento tutto dedicato alla storia del violino. Il 17 sarà la volta di “Classical Kids”, concerto realizzato da bambini: la manifestazione, nata nel 2011, permette a giovanissimi talenti (generalmente dai 9 ai 15 anni), vincitori di prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali, di esibirsi nell’esecuzione di brani del repertorio classico
tradizionale. Il 18 si replica la formula incontro-concerto in occasione della performance di Claudio Osele – Le
Musiche Nove intitolata “Nell’officina dell’interprete: alla scoperta della cantata da camera di J.
A. Hasse”.

Un evento particolare è quello dedicato a Monika Bulaj, fotografa, giornalista e documentarista, che il 19 con “Nur – appunti afghani”, regia di Daria Anfelli, racconterà l’esperienza del suo viaggio nella inedita forma di un performing reportage, in cui si intrecciano racconto, fotografie e musiche. Tra passato e presente, tra musica e letteratura, è l’evento del 23 dal titolo “C. P. E. Bach a 300 anni dalla nascita” con Gabriele Formenti e Gabriele Toia, durante il quale sarà presentato il romanzo storico “Il fortepiano di Federico”, edito da Florestano Edizioni: il libro fa rivivere oggi, attraverso la finzione letteraria, la figura di Bach, capace di innovare profondamente lo stile musicale del suo tempo come di risolvere, nelle inedite vesti di detective, gli omicidi immaginati dall’autore, Gabriele Formenti. Durante l’incontro, l’autore eseguirà al flauto traversiere barocco alcuni brani composti per Federico II, accompagnato al clavicembalo da Gabriele Toia. Il 24 si avrà la possibilità di incontrare un personaggio di spicco nel panorama musicale: Federico Ferri, direttore d’orchestra, terrà un incontro presso il Centro Congressi Giovanni XXIII dal titolo “Anche Mozart aveva un Maestro – Le musiche di Padre Giovanni Battista Martini”, nel corso del quale racconterà aneddoti e curiosità storiche sulle due operine del francescano Padre Giovanni Battista Martini, il “Don Chisciotte” e “Il Maestro di musica”; a seguire saranno proiettati gli spettacoli interpretati dall’Accademia degli Astrusi di Bologna, già al centro di una produzione video di Sony Classical Italia che è stata un best seller del 2012/2013. La musica non poteva non essere protagonista del gran finale del Festival: la mattina del 25 in Piazza Vecchia, Gianni Bergamelli, a chiusura della manifestazione “Canzoni e Musicanti – pittura, musica, poesia” proporrà il concerto “Le canzoni degli Oscar”, una sapiente ricerca ed elaborazione delle più suggestive colonne sonore che hanno vinto l’Oscar, con la direzione e gli arrangiamenti del Maestro Gabriele Comeglio. Nel pomeriggio invece l’appuntamento per la chiusura del Festival è ancora in Piazza Vecchia con il concerto “Armonie tonali dal barocco al novecento” dell’orchestra d’archi del Conservatorio Gaetano Donizetti sotto la guida del prof. Pierantonio Cazzulani.

SONY CLASSICAL TALENT

Confermando la particolare attenzione ai giovani, si rinnova la proposta del Talent Scout già realizzato nella scorsa edizione in collaborazione con Sony Classical Italia: dal 17 al 20 maggio, i giovani artisti di musica classica potranno registrare un brano a scelta del loro repertorio nello studio mobile di registrazione della Swing, società leader in Italia per le nuove tecnologie di
registrazione, provando così l’esperienza di trovarsi in un vero studio professionale di registrazione discografica. Una selezione dei brani registrati verrà trasmessa da network radiofonici partner di Sony Classical Italia. Inoltre, a giudizio insindacabile di una giuria composta da musicisti e tecnici del settore, i migliori risultati saranno inclusi in una compilation discografica patrocinata dal
Festival Internazionale della Cultura di Bergamo e pubblicata da Sony Classical Italia. Dal 24 aprile sono aperte le iscrizioni al Talent: per partecipare basta inviare un’email all’indirizzo info@bergamofestival.it entro il 12 maggio.

Gruppo archi Conservatorio 2

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