#Libri e…peso

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Nella nostra rubrica d’autore «@Diaridilibri» oggi lo scrittore Claudio Calzana, autore di romanzi come «Il sorriso del conte» ed «Esperia», direttore dei Progetti Editoriali e Culturali di Sesaab e direttore della libreria Buonastampa (via Paleocapa 4/d) svela cosa siano davvero, in concretissima carta e copertina patinata, la polvere e l’incanto che si respirano tra gli scaffali di una libreria.

Nel presentare gentilmente le mie prose, la Sabrina – scilicet Penteriani, redattrice del qui ospitante settimanale on lain – parla sempre di polvere e incanto che si respirano in libreria. In effetti, l’ordine è corretto per logica ed esperienza: il libraio ha a che fare perlopiù con vicende terra terra, altro che letture a sbafo intanto che non c’è nessuno in negozio, o belle chiacchierate con i clienti, consigli utili e magari pure decisivi per la loro vita di esseri pensanti.

In ordine magari sparso, ma realistico alquanto, la prima percezione di realtà in libreria sta nel fatto che si maneggiano volumi. Non so se ci avete mai davvero fatto caso, ma i libri per l’appunto questo sono: volumi: cioè alla fin fine diciamo pure ingombri, che uno per volta non li senti, ma in una scatola tutti azzuffati eccome. Senza dire che ogni volume, per le note leggi della fisica, si tira dietro un peso, che come tale attira sempre più in basso. Diamo la parola a Carlo Michelstaedter, che nella sua Persuasione così argomenta:

«Un peso pende ad un gancio, e per pender soffre che non può scendere: non può uscire dal gancio; poiché quant’è peso pende, e quanto pende dipende. Lo vogliamo soddisfare: lo liberiamo dalla sua dipendenza. Lo lasciamo andare, che sazi la sua fame del più basso, e scenda indipendente fino a che sia contento di scendere. Ma in nessun punto raggiunto fermarsi lo accontenta, e vuole pur scendere, ché il prossimo punto supera in bassezza quello che essa ogni volta tenga».

Torniamo dunque all’assunto originale: un volume pesa, e certo attira polvere che non avete idea. Non a caso, a mitigare la sentenza, da noi in libreria si passa il piumino di frequente, così la polvere magari arretra, debellata. Ma il peso no, quello non ci puoi fare niente: chiedete un po’ a chi maneggia le consegne, organizza mostre, smista le rese. Il peso resta, eccome.

Ecco che ci siamo: in fin della fiera un libro questo è: peso. Ma in barba alla scienza e alle sue leggi, è forse l’unico peso che sa vincere la fame del più basso. Se al libro – alle pagine, al volume – offriamo in dote gli occhi e il cuore di chi legge, questa macchina inerte si fa mulino sfavillante e vivo, che non trattiene al gancio, semmai libera, ovvero affranca.

Ed ecco che magicamente si rivolta l’intenzione: il libro pesa, ma altrettanto incanta e risolleva. Il libro impolvera, ma certamente affascina e sublima.

 

© Claudio Calzana
www.claudiocalzana.it
La libreria Buona Stampa è anche su Facebook

L’illustrazione è “Libri volanti”, un’installazione presso la biblioteca Berkeley dell’università della California

Hai anche tu una storia di libri da raccontare? Scrivici e Claudio Calzana la racconterà per te!

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3 commenti

  1. Pingback: Incanto, polvere e peso » claudio calzana

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    Bruno Fusari on

    Non solo il peso, volete mettere l’odore? A me piace annusare il profumo di carta sia dei libri nuovi freschi di stampa che di vecchi volumi ingialliti con quel sentore meraviglioso di libro usato. A volte li accarezzo prima di aprirli. Un modo per attivare altri sensi insomma, un altro tipo di legame possibile con l’oggetto della propria passione, lasciarmi avvolgere ancor più dalla storia che sto leggendo.

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