Renzi non gioca

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Matteo Renzi non scenderà in campo il 19 maggio per giocare la partita del cuore all’Artemio Franchi di Ferenze, organizzata per raccogliere fondi per Emergency. La decisione è maturata soprattutto per la dura opposizione dei grillini.

È tutto chiaro. La partita avrà luogo a pochi giorni dalle elezioni europee. Se Renzi gioca, ovviamente, l’immagine del premier ne guadagna e, molto probabilmente, guadagna anche voti. Quindi non deve giocare. Anche Emergency si è detta soddisfatta della decisione e ha annunciato che nessun politico parteciperà all’evento. Tutto chiaro, dunque, o quasi.

Resta, infatti, lo spazio per qualche annotazione. I più arrabbiati sono i grillini. Se la passione per la buona politica andasse di pari passo con la passione con la quale hanno detto “no” detto a Renzi, i grillini sarebbero da canonizzare subito, anche loro, in massa, in piazza san Pietro, domenica prossima. Ma sono davvero i campioni assoluti della buona politica? Perché questo accanimento contro Renzi? Se si cerca di rispondere a una domanda così ingenua si inciampa subito in qualche dubbio. Renzi è diventato il nemico numero uno dei grillini e ha sostituito alla grande Berlusconi. I sondaggi dicono che Forza Italia sta perdendo, mentre PD e Grillini stanno salendo, pur con qualche altalena. Quindi il grande avversario di ieri, il caimano Berlusconi è diventato un innocuo lucertolone. Non vale la pena parlarne. E si parla di Renzi perché è l’avversario da battere. A questo punto la passione grillina contro la partita di Renzi non è più così limpidamente disinteressata.

Si conferma, dunque. La politica divora tutto. E più la politica è recente, “nuova” (i grillini ambiscono di essere i partigiani della democrazia diretta) più divora. Così dovremo rassegnarci a vedere cantanti, uomini pubblici, sportivi a giocare per Emergency, tutti fuorché i politici.

E pensare che, invece, sarebbe stato così interessante non escludere ma far giocare tutti. Per esempio: che ruolo avremmo potuto affidare a Berlusconi? Il centrocampista: è un po’ lento ma raccoglie molti palloni. E a Dalema? Fascia sinistra naturalmente. Monti? Il mister, seduto comodo in panchina. Bondi? Fascia destra. Casini? Beh, meglio non assegnargli alcun ruolo perché tanto cambierebbe: libero di spaziare. In porta: non Brunetta. Crosetto potrebbe andare: anche se non para nulla è talmente grande e grosso che qualcosa becca di sicuro. Insomma: si poteva mettere in piedi una squadra così interessante. E invece! Ci tocca vivere in tempi davvero tristi.

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