Dalla Spagna a Brignano le Serve del Focolare

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Una comunità giovane per i giovani, con un tocco internazionale. La storia della Serve del Focolare della Madre comincia circa 30 anni fa. Nel 1984, infatti, lo spagnolo Don Rafael Alonso Reymundo ha posto le basi di una nuova forma di vita consacrata, nella quale sono tre le missioni principali: difesa dell’eucarestia, difesa dell’onore di Maria (soprattutto della sua Verginità) e attenzione ai giovani. Da allora il Focolare si è esteso e oggi opera in Spagna, Canada, Stati Uniti, Ecuador e Italia. La comunità di Brignano Gera d’Adda è stata una delle ultime ad aggiungersi. “Colpa” di una coincidenza, come ci spiega Suor Rocio, madrilena che ne è la Madre Superiora: «Nel 2011 la comunità delle suore di Maria Bambina che era presente nel paese è stata chiusa, ma il parroco ha voluto mantenere questa collaborazione. Grazie ai contatti con un vescovo ecuadoregno e ai successivi permessi del Fondatore e della Madre Generale, il Focolare ha occupato gli stessi spazi».

Oggi ci vivono quattro suore, due spagnole e due statunitensi. Le loro attività si svolgono in collaborazione con l’oratorio e la parrocchia di Brignano: «Abbiamo un ottimo rapporto con il curato» dice Suor Rocio «portiamo l’eucarestia ai malati e soprattutto ci occupiamo dell’asilo e del catechismo». I giovani, insomma, sono la loro preoccupazione principale: «Spesso sono disorientati e hanno molti stimoli contrari alla fede, è davvero importante formarli bene e dare loro una direzione chiara». Per farlo, vengono organizzati anche alcuni incontri per bambini, bambine, ragazzi e ragazze con momenti di preghiera, attività e giochi. «La scelta della divisione per genere e fasce d’età permette di rispettare le diverse esigenze di ognuno». Talvolta sono coinvolte anche le famiglie, con incontri dedicati agli adulti e giornate condivise. In questi casi, assicura Suor Rocio, «si arriva anche a 100 partecipanti».

Le Serve del Focolare della Madre si distinguono anche per una grande attenzione ai media, in tutte le loro forme: da Internet (attraverso il loro sito) si può accedere anche alla tv della comunità. A completare il quadro ci sono anche una radio e un giornalino. Il motivo di questa scelta è facile da intuire: «Usare questi mezzi, così frequentati dai ragazzi, è fondamentale per farsi ascoltare da loro».

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