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Non c’è niente da fare, ormai siamo diventati un po’ tutti smartphone-dipendenti.
Girovagando il venerdì e il sabato sera, che ci si trovi in un bar, in un ristorante o a passeggio sulle Mura di Città Alta, il denominatore comune è «restare in contatto». Ma con chi?
Sembra proprio che questa sia una necessità di molti. Ma d’altronde, come si può non condividere con gli altri ciò che ci accade? Se vediamo un bel tramonto, ecco che Instagram ci permette di immortalarlo e condividerlo con tutti. Se sentiamo un gruppo suonare in qualche locale, c’è Youtube che viene in nostro aiuto e se si tratta di qualcosa di davvero interessante forse raggiungiamo anche il migliaio di visualizzazioni.
Tutto questo, però, visto da un occhio esterno e attento può risultare un po’ stonato. Certo, con i nostri smartphone possiamo davvero raggiungere tutto il mondo con un tocco, ma forse c’è il rischio che questo ci renda leggermente lontani dalla vera realtà. Attenzione, non si tratta né di demonizzare la tecnologia, né tantomeno di fare i nostalgici che dicono: «Ah, che bello una volta…». Le possibilità che ci vengono offerte dai social network sono certamente tantissime e in molti casi possono essere davvero una ricchezza in termini di comunicazione. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è quando questi mezzi ci isolano dal contesto in cui siamo. Così mi viene in mente: quando siamo a un tavolo in compagnia di amici, magari per festeggiare una ricorrenza, che bisogno c’è di rendere questo momento ulteriormente «condiviso»? Forse in questo caso, sarebbe meglio mettere via il nostro cellulare e cercare di goderci a pieno il momento.
Questo ci permetterebbe di fare più attenzione alle persone che ci stanno accanto e ai discorsi che si fanno con loro, magari raccogliendo qualche aneddoto divertente che in futuro potremo raccontare nuovamente, senza dover vantare un post che ha raccolto tantissimi «mi piace»!

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