La giustizia? Non deve soltanto punire

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Una serata per parlare di giustizia da un punto di vista un po’ diverso dal solito. L’occasione è offerta dal Festival della cultura, che propone per domani sera un incontro con Jaqueline Morineau sul tema «La pace e la terra: le radici profonde di un nuovo modello di giustizia». Appuntamento alle 21 al Centro Congressi Giovanni XXIII.
L’idea che si pone al centro dell’incontro è quella di una giustizia che non si limita a sanzionare il colpevole, ma che si pone uno scopo diverso. Una giustizia urgente, per non ripetere drammi come quelli del Rwanda o del Sudafrica. Lo scopo vero dovrebbe essere quello di ricostruire una vicinanza più umana possibile tra chi ha offeso e chi è stato offeso. Un modello di questo tipo prende il nome di «giustizia riparativa», e in Europa tra i suoi più importanti teorizzatori c’è la francese Jacqueline Morineau, che ha ispirato anche quelle esperienze concrete che hanno trovato nella nostra città radici particolarmente fertili.
A fianco della giustizia ordinaria, a cui non deve essere ovviamente tolto il suo compito indispensabile, si cominciano a praticare anche in Italia percorsi di una giustizia riparativa. È uno dei temi centrali dell’incontro, che sarà illustrato attraverso le testimonianze di Agnese Moro, sociopsicologa e figlia dello statista assassinato dalle Brigate Rosse, di Virgilio Balducchi prete bergamasco, per vent’anni cappellano del carcere, ora ispettore generale dei cappellani carcerari italiani (leggi qui la nostra intervista), di Gherardo Colombo già magistrato, ispiratore e socio fondatore dell’Associazione «Sulle regole». Modera l’incontro don Giuliano Zanchi, Segretario Generale della Fondazione Bernareggi. Apre l’incontro un breve «francobollo musicale» a cura degli studenti del Conservatorio Gaetano Donizetti. L’incontro è organizzato in collaborazione con la Caritas Bergamasca.

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