La scuola a Roma

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Oltre duemila bergamaschi: studenti, insegnanti, famiglie, sono pronti a partire per Roma per partecipare sabato all’incontro nazionale con Papa Francesco. Un pullman intero sarà carico di insegnanti di religione. Accompagnano la delegazione anche monsignor Vittorio Bonati, vicario episcopale e responsabile dell’ufficio diocesano di pastorale scolastica, don Michele Cortinovis e don Mario Della Giovanna, rispettivamente direttore e vicedirettore dell’ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica. A Roma sono attese all’incontro di sabato oltre 140 mila persone.
“E’ un momento di incontro importante – spiega monsignor Bonati – per mettere all’attenzione di tutti i temi legati all’educazione, che la Cei in questo ultimo decennio ha seguito con particolare attenzione, come si legge anche nel documento “Educare alla vita buona del Vangelo””. Un documento che individua come poli fondamentali del rapporto educativo la scuola e la famiglia: “E sottolinea – prosegue monsignor Bonati – che la famiglia non può avere la scuola come concorrente, ci deve essere un attento rapporto di collaborazione, e la Chiesa deve mettersi a servizio di questo percorso che mira a educare insieme i ragazzi. Ci auguriamo che le ricadute di questo incontro del mondo della scuola con Papa Francesco abbia ricadute significative sulla vita delle comunità e faccia da stimolo alla collaborazione tra oratori, istituti scolastici e parrocchie”.
Al centro del rapporto educativo ci sono prima di tutto le relazioni: “La consapevolezza di quanto questo aspetto sia importante ora si sta diffondendo anche tra le istituzioni. Così come è ormai chiaro a tutti che gli allievi delle scuole sono gli stessi ragazzi che poi interpellano soggetti diversi come la parrocchia, l’oratorio e altri. Questo già di per sé dimostra l’importanza di riuscire a creare una rete”.
L’incontro si propone dunque, sottolinea monsignor Bonati “come un momento importante di festa, di incontro e di riflessione, in cui la Chiesa si pone a servizio della scuola, delle famiglie e soprattutto dei ragazzi, e questo al di là delle distinzioni tra scuola paritaria e statale”.
Certo sono grandi e sono tante anche le questioni legate alle scuole paritarie, che stanno vivendo, come sottolinea monsignor Bonati, un momento di “grande fatica e difficoltà economica”. Ma l’incontro con il Papa è “con tutta la scuola”, con l’impegno di rafforzare i rapporti tra insegnanti, genitori e territorio, perché queste forze “non siano concorrenziali” e perché la scuola “diventi davvero espressione di una comunità educante”. L’appuntamento del 10 maggio con Papa Francesco è importante anche per dare slancio ad altri temi importanti: “L’accoglienza degli immigrati per esempio – osserva monsignor Bonati -. L’integrazione deve avvenire prima di tutto a scuola; e poi l’attenzione ai soggetti più fragili e ai diversamente abili. In Italia da questo punto di vista rispetto ad altre situazioni ci sono dei begli esempi, anche se si potrebbe sempre fare di più. E poi, ancora, l’impegno nella formazione professionale, un canale che sta combattendo efficacemente la dispersione scolastica. E infine ci auguriamo che questo incontro contribuisca a sottoporre all’attenzione di tutti un punto fondamentale, oggi molto trascurato: il riconoscimento del valore sociale dei docenti”.

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