Isacco, studente e cameriere a Edimburgo: dura la vita da emigrante

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Da Martinengo a Edimburgo, in attesa di poter cominciare il master in Scienze politiche del Medioriente a Londra: è la storia di Isacco Cividini, di 23 anni, che dallo scorso febbraio si trova nella capitale scozzese e prova, anche se temporaneamente, quanto può essere dura la vita da emigrante. Uno dei sempre più numerosi giovani italiani che va all’estero per costruirsi un futuro.
«Mi sono laureato all’ateneo bergamasco in Lingue e letterature straniere moderne, curriculum lingue e culture orientali lo scorso novembre – racconta, raggiunto tramite skype -. Volevo frequentare subito il master a Londra, ma ormai le iscrizioni erano chiuse».
Da qui la decisione di non starsene con le mani in tasca, ma partire ad ogni modo  per la City, cercare lavoro e praticare al meglio la lingua. «In realtà all’inizio avrei voluto fare qualche mese di volontariato in Palestina – prosegue Isacco -, ma il progetto è saltato e così ho deciso di partire subito alla volta dell’Inghilterra». A Londra Isacco sostiene un colloquio per poter lavorare da Harrods, «dove potevo far valere le mie esperienze», ma non viene preso. Decide di spostarsi a nord, a Edimburgo, raggiungendo un amico, bergamasco anche lui, il quale in ogni occasione in cui i due amici si sentivano, elogiava la città.
Non è la prima volta che Isacco si trova all’estero da solo, avendo fatto un anno a Madrid con il progetto Erasmus, quindi grandi difficoltà nell’adattarsi ad un altro Paese non ce ne sono state, anche se questa volta l’esperienza scozzese è diversa rispetto a quella spagnola: «Qui ho tutto nelle mie mani, non ho l’aiuto delle istituzioni, come poteva essere l’università, che ho avuto invece in Spagna. Ma sono stato fortunato: sono stato aiutato dai miei amici che si erano trasferiti già qui da un po’ di anni». Ed è proprio  l’amico bergamasco a ospitarlo il primo mese, mentre Isacco va a destra e a manca a consegnare curriculum per poter lavorare. E, ironia della sorte, dopo circa una ventina di giorni, viene assunto proprio in un ristorante spagnolo – «forse uno dei pochi che ci sono qui», scherza Isacco -, dove attualmente lavora come cameriere.
«Piano piano sto cercando di costruirmi la mia identità. Il lavoro è massacrante dal punto di vista sociale, in quanto le sere e i fine settimana sono sempre occupati, proprio i momenti in cui si potrebbe socializzare di più. In questa città si vive soprattutto d’estate, grazie ai diversi festival che portano diversi turisti». Una città a misura d’uomo in cui  «non si arriva a fine mese con l’acqua alla gola e gli stipendi sono adeguati». «L’obiettivo è di lavorare qui fino a settembre – conclude Isacco – e poi andare a Londra per l’inizio del master, anche se è ancora tutto in via di definizione: sto aspettando risposta dall’università per la borsa di studio e l’opportunità di alloggio».

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