«Dopo l’incidente lo sport ha riacceso la mia voglia di vivere»

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Claudio è un mio caro amico, ha 32 anni, una grande passione per la moto, per il tennis e per le belle giornate da trascorrere in bici. Nulla di strano? Beh, Claudio è paraplegico, ma questo per chi lo conosce è solo un piccolo particolare che lo accompagna dal 2004 a causa di un incidente in moto. La perdita dell’uso degli arti inferiori è stata traumatica ma, grazie allo sport ed alla dimensione comunitaria che lo accompagna, Claudio si è riaggrappato alla vita e alla quotidianità.

Dapprima il tennis, praticato per uno scopo riabilitativo, si è fatto impegno giornaliero, con allenamenti sempre più frequenti; poi le prime esibizioni e i primi tornei, e infine Claudio è diventato allenatore dei nuovi atleti della Sbs Wheelchair Tennis (Tennis sulla sedia a rotelle), promuovendo la “sport terapia”: un progetto di riabilitazione per persone che hanno avuto una lesione midollare, attraverso basket, tennis e tiro con l’arco. “Divertirsi con uno sport porta con sé diversi vantaggi come il potenziamento muscolare, più disinvoltura nello spostamento della carrozzina e, cosa molto importante, l’integrazione e il reinserimento comunitario dopo la lesione” afferma Claudio con grande entusiasmo. “Mi capita di vedere alla prima lezione ragazzi totalmente inesperti nel maneggiare una carrozzina e una racchetta da tennis, poi senza che se ne rendano conto vincono partite e raggiungono finali! E io, ogni volta, vinco con loro. Una soddisfazione immensa” mi confessa. La grande assente in questo percorso di appropriazione di una nuova routine rimaneva la moto, sua grande passione. Insieme con Roberta, la sua ragazza, e agli amici Federico e Alessandra, Claudio è riuscito a tornare in sella modificando il suo KTM SX-F 250. I ragazzi rivisitando il sistema di cambio e il freno posteriore hanno spostato i comandi sul manubrio della sua moto e hanno ideato un telaio a protezione delle gambe in caso di caduta. Caduta che esattamente dopo 10 anni dal primo incidente si è riproposta puntuale. Lo scorso 29 maggio Claudio si trovava ad Ottobiano a fare supermotard e purtroppo a pochi minuti dalla fine della giornata è stato tamponato da un pilota in pista, riportando una frattura al femore sinistro.

Oggi infatti è in ospedale ma sempre con il sorriso sulle labbra; nonostante tutto è preoccupato più dal dover aspettare un paio di mesi per poter ritornare in sella che dagli esiti della caduta… E non sta parlando solo della sella della moto! Anche la bicicletta lo aspetta a casa! Una handbike nuova fiammante; Claudio infatti “pedala” con le braccia. Trascinato da Roberta, si è convinto all’acquisto per accompagnarla nelle sue scampagnate ciclistiche… “Ad oggi, l’ho usata solo con lei! Cosa non si fa per accontentare la propria amata!”: sorride Claudio.

E io sorrido insieme a loro e mi chiedo quale sarà il prossimo obiettivo che Claudio raggiungerà. Del resto lo ha fatto capire in tutti i modi: mai arrendersi, mai abbattersi. Demonizzare una condizione non deve essere la risposta a un handicap, mentre aggrapparsi alle passioni e allo sport è la migliore strada per riprendere il proprio posto e scegliere la vita.

 

 

 

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