Gli ultimi saranno i primi: vale anche per il calcio. E ora, signori, ci aspetta l’Uruguay

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Gli ultimi saranno i primi. Proprio vero. Guardate la Costa Rica. Ma non era la vittima designata? Infatti s’è visto, venerdì scorso. E probabilmente vincerà addirittura il suo (e il nostro) girone. Comunque, lasciandosi battere dalla Costa Rica, i Prandelli’s boys si sono cacciati in un bel guaio. Incombe l’eliminazione, c’è poco da fare. Che onta indelebile sarebbe! Come la macchia del pomodoro in insalata sulla camicia bianca. Anche se è già successo, l’impatto sull’opinione pubblica equivarrebbe a dieci, cento punti di spread, che schizza in alto.
Ma l’ Uruguay, prossima avversaria (martedì, ore 18), contro gli inglesi, nella seconda partita, ha picchiato duro. Al limite dell’intimidazione, senza che ci si scandalizzi: i sudamericani sono loro, sicché far valere il fattore campo è il minimo che possano fare. Aggressività a gogò, dunque, l’ingrediente principale della ricetta per vincere di una squadra che pure tecnicamente mica sta dietro all’Italia. Il Cavani di palermitana e napoletana memoria non ha bisogno d’illustrazione. Pare fiaccato psicologicamente, d’accordo, dalla coabitazione al Paris S.Germain con un egocentrico scocciatore come Ibrahimovic. Tuttavia i numeri sono sempre quelli. E poi Suarez. Meno male che è reduce da un lungo infortunio. Però nel mercato di gennaio era stato il top player più corteggiato. E il Liverpool non aveva ceduto. Tipo piuttosto stravagante, intendiamoci. Suarez è quello che (aprile 2013) morsicò un braccio a Ivanovic, difensore del Chelsea. Per riuscire a prenderlo almeno una volta su cinque, Ivanovic gli mordeva – appunto – le caviglie e lui replicò con i denti. Ma la classe di questo attaccante è cristallina: uno contro uno, forza nelle gambe, tiro, qualità acrobatiche. Chiellini, Barzagli, chi volete voi, di questi tempi non si può dire che brillino…
Gli azzurri hanno a disposizione due risultati su tre, questo è vero. Vantaggio universalmente riconosciuto come tutt’altro che trascurabile. Ma servirà esperienza. E grande capacità di sofferenza. Inspiegabile, all’apparenza, la metamorfosi fra la positiva prestazione vittoriosa con l’Inghilterra e l’immediatamente successivo disastro. Però bisogna sempre valutare anche la prova degli avversari. Lumaconi i britannici, frecce i centramericani. In questa semplice constatazione potrebbe stare la soluzione del rebus.
L’infortunio al polpaccio di un veterano come De Rossi non ci voleva. In attesa d’essere giudicato, a seconda del risultato, uno scienziato oppure un asino, Prandelli sembra deciso ad allineare, davanti a Buffon, il blocco juventino Barzagli-Bonucci-Chiellini, rispolverando Bonucci. Quale sia la reale forma del difensore non si sa. Ma perché il tecnico gli ha preferito prima Paletta, al debutto, e poi Abate? “Dobbiamo recuperare le energie”, intorno a questo tema s’è discusso sabato, domenica e lunedì. Significa che il vero punto interrogativo, al di là del solito tormentone una punta sola oppure due, è costituito dalle condizioni fisiche. Considerati i risultati finora di molte europee, questo l’atroce dubbio: le formazioni del vecchio continente non saranno arrivate cotte all’appuntamento?

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