Mondiali di calcio. Gli eroi sono crollati

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Ahimé, povera Italia. Con il Costarica abbiamo perso due volte: abbiamo perso la partita e il prosieguo del mondiale è tornato in alto mare. Ma abbiamo perso l’entusiasmo che si era creato attorno alla nazionale dopo la vittoria sull’Inghilterra.

I mondiali di calcio sono sempre psicologicamente sovradimensionati. Tutti gli italiani si sentono uniti dietro i loro calciatori che, quindi, vengono promossi al rango di eroi che rappresentano tutti. Se ne sono dette molte a questo riguardo, nel bene e nel male: il calcio come sostitutivo di tanti altri valori che si sono sbiaditi o sono decisamente svaporati. Una vittoria ai mondiali conta molto più della legge elettorale e delle riforme istituzionali. Per queste ci pensano lorsignori, per i mondiali ci pensiamo noi insieme con gli eroi che, laggiù, giocano e lottano per noi. Siamo tutti commissari tecnici, infatti, in questi giorni e abbiamo tutti qualcosa da suggerire a Prandelli su Balotelli o Buffon, sugli schemi di gioco e sui rimedi da apportare per nascondere le nostre debolezze e per esaltare i nostri punti di forza.

Solo che, così fortemente identificati con i nostri eroi, finiamo di perdere pesantemente tutti quando perdono loro. Così è successo venerdì sera. Abbiamo perso. Ed è avvenuto che la retorica che aveva esaltato i nostri giocatori fino a farli diventare degli eroi ha agito in senso esattamente contrario. I nostri eroi sono ridiventati dei banali operai del pallone. L’alone luminoso si è spento. Sono tornati ad essere troppo vicini per rappresentarci tutti.

Con una sottile, ma inquietante conseguenza. Se gli eroi restano tali, ben in alto e ben diversi da noi, noi possiamo grazie a loro dimenticare le nostre differenze, accomunati dalla comune e accomunante identificazione con loro. Ma se questa svapora, appunto, allora con la perdita della “differenza” eroica che ci accomuna, tornano le nostre antieroiche differenze che ci dividono. Insomma: lo sapevamo che una partita di calcio non è solo una partita di calcio. Ci voleva il Costarica per farcelo capire ancora meglio. Accidenti.

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