Presezzo, parola alle mamme: meno male che c’è il Cre, un antidoto ai videogames

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257 bambini, 105 animatori, 10 coordinatori e 2 educatori. Ogni mattina don Giacomo Invernizzi di Presezzo accoglie ai cancelli dell’oratorio questa colorata e simpatica massa di bimbi e ragazzi. Quanta organizzazione, quanta responsabilità e quanto lavoro per chi organizza queste quattro settimane ricche di attività, giochi, gite, sport e divertimento.

Per i piccoli partecipanti non può essere estate senza Cre, una grande festa lunga un mese. Per i grandi invece il Cre è certezza e aiuto. I centri ricreativi estivi hanno infatti creato uno spazio di aggregazione e condivisione per tutti i giovani della comunità, proponendosi agli occhi di genitori occupati come un’alternativa valida e sana alla gestione dei figli al di fuori del periodo scolastico. “Non tutti possiamo contare sui nonni o sulle baby sitter, soprattutto da un punto di vista economico” mi dice Martina, mamma di una bimba di 6 anni. “Il Cre riempie la giornata a mia figlia, che insieme ai suoi amichetti è sempre coinvolta in attività appassionanti e divertenti; don Giacomo riesce a instaurare ogni giorno un clima positivo e vivace” continua Martina.  Cecilia, mamma di Simone mi dice che in assenza del Cre il figlio rischierebbe di passare le giornate davanti a tv e videogiochi; per evitare tutto ciò sono oramai tre anni che iscrive il piccolo di casa al programma estivo e confessa di essersi pentita di non aver mai fatto partecipare la figlia più grande “Simone e Giada hanno più di dieci anni di differenza, io non lavoravo e avevo più tempo per stare con lei, forse per quel motivo non mi ero molto interessata al Cre parrocchiale, ma potendo conoscere oggi questa realtà e avendo appurato quanto sia preziosa nella crescita di un bambino, ammetto di essere un po’ dispiaciuta della mia scelta”.  In effetti è impossibile che un bimbo si annoi! Ogni settimana c’è un tema diverso su cui riflettere: i laboratori creativi, i giochi di squadra (soprattutto quelli d’acqua!), le coreografie per i saluti e (molto importante!) il momento dei compiti. Eh già! Al Cre si fanno anche i problemi di matematica… certo, con l’aiuto degli animatori! Del resto, come ben sappiamo il piacere si accompagna al dovere.

 

Ieri mattina ho sbirciato i cancelli dell’oratorio e ho visto i primi animatori arrivare a piedi, altri ragazzini in bicicletta, i più piccini scendere dalle auto o venire scortati dalle mamme che spingevano carrozzine in cui fratelli e sorelline dormivano beatamente. Tanti sorrisi alla vista dei coordinatori, pochi baci alle mamme (“Dai mamma! Te l’ho già dato a casa!”) e un grande sprint per abbandonare zainetti e marsupi: così inizia la giornata. “E’ un sollievo il Cre, dovrebbe durare 3 mesi!” afferma Tiziana, mamma di Federico di 8 anni, “Ed è inoltre una grande felicità osservare con quanta passione e interesse don Giacomo, insieme a tutto l’Oratorio, riesca ad aggiornare e sviluppare ogni anno il progetto del Cre”. Nonostante l’assenza di un curato e la sola presenza del parroco, l’oratorio di Presezzo può dirsi il primo che stia applicando una nuova visione alla gestione del centro estivo.  La grande novità di quest’anno è la separazione tra elementari e medie secondo un progetto di “Divisione & Formazione” fortemente voluto da Don Giacomo. Alice, coordinatrice degli animatori, mi racconta dell’importanza di riconoscere i divari tra le varie età per farne ricchezza nella costruzione di un percorso di animazione che si adatti maggiormente alle esigenze dei ragazzi.  “Jacopo e Serena, i nostri educatori, quest’anno formeranno i ragazzi di prima superiore come la futura classe di animatori per gli anni a venire; allo stesso tempo i giovani tra la seconda e la quinta superiore potranno seguire in modo maggiormente mirato le classi elementari e medie senza rischiare di appiattire l’esperienza del Cre per i bimbi appartenenti a diverse fasce d’età” . Dubbi a riguardo non ce ne sono: “Don Giacomo è una persona concreta, è riuscito a trovare la chiave di sviluppo di un Cre più equilibrato, organizzato e responsabile” confermano anche i papà. “La presenza anche di bambini musulmani testimonia ancor di più la sincerità e la spontaneità dell’atmosfera che avvolge l’oratorio” continua Alice, “questa incredibile partecipazione pone le basi per un centro ricreativo che si fa sempre più esperienza di crescita e di vita”. Basti pensare alla stessa incredibile adesione dei genitori ai momenti ludici del giovedì sera. Papà, mamme, zie, fratelli si ritrovano tutti insieme alle 21 all’oratorio per divertirsi con giochi a squadre con i propri figli. La musica, i colori, le voci e i visi di 257 bambini che provengono da tutto il mondo e si ritrovano in unico campo di calcio danno una grande emozione. La pace quindi esiste; stavolta la troviamo vicino a noi e nascosta in un “semplice” oratorio.

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