Suarez con la museruola: è il capro espiatorio di questa sconfitta

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Suarez con la museruola. Suarez nei panni di Hannibal Lecter. Suarez trasformato in zombie nella parodia della serie TV “The Walking Dead”. Suarez schifato davanti ad un panino ma con l’acquolina in bocca davanti alla foto di Chiellini. All’indomani del morso dell’attaccante dell’Uruguay Luis Suarez all’azzurro Giorgio Chiellini la rete si scatena, percorrendo la sottile linea che separa l’ironia dal rancore, la presa in giro innocua dall’insulto aperto. Perché in questi casi si cerca un capro espiatorio, e chi meglio del mordicchiante Suarez, allora, per sfogare tutta la delusione post-esclusione?

Basta farsi un giro sui social per rendersi conto di quanto la cocente sconfitta degli azzurri di ieri sera si sia tramutata spesso rapidamente nella sconfitta del buon gusto e del cosiddetto “saper perdere”: accanto alle vignette ironiche e divertenti, infatti, si sprecano i commenti offensivi, razzisti, volgari, rabbiosi. Un (brutto) esempio? Dopo che il giocatore uruguayano ha postato su Facebook una foto della sua famiglia per ringraziare e festeggiare la vittoria, una marea di italiani arrabbiati ha riempito di insulti lui e persino i suoi figli e sua moglie, con toni che ben poco si adattano allo spirito sportivo e all’etica della competizione che dovrebbero guidare qualsiasi sport.

Come a dire, la sconfitta rode, e tanto anche. Al punto che viene da chiedersi come sia possibile che un gioco – miliardario, ultraseguito e capace di generare business enormi, ma pur sempre un gioco – possa suscitare un livore a tali livelli nell’animo dei tifosi. Rabbia, delusione, frustrazione? Possibile. Ma simili reazioni spropositate non ci rendono molto onore, tanto più che rispondere ad un brutto gesto come un morso con atteggiamenti altrettanto violenti, antisportivi e rabbiosi non fa che soffocare quanto di positivo possa esserci nel confronto sportivo, anche e soprattutto a certi livelli. Come ad esempio il bellissimo gesto dell’uruguaiano Edison Cavani, che a fine partita anziché esultare con i compagni è andato a consolare uno per uno gli avversari sconfitti.

Fortuna che non c’è solo il tifo rancoroso e deluso, ma anche quello ironico, capace di ridere e far ridere anche a seguito di una sconfitta cocente: su Facebook ad esempio è nata in tempo zero la pagina “Suarez che morde cose”, che nel giro di mezza giornata ha già collezionato più di 19 mila like (nel momento in cui scriviamo, in aumento) ed ha iniziato a postare tutti i fotomontaggi, le vignette o le battute più buffe legate all’ormai celebre morso. Della serie, d’accordo la sconfitta, ma ora ridiamoci un po’ su. Tutti insieme, mentre scegliamo che altra squadra tifare. Il bello dello sport può essere anche questo.

 

Il nostro Bar Sport attende consigli: che squadra seguiamo nella fase finale?  🙂

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