Atalanta. Il calciomercato e dintorni

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Primi commenti dopo la presentazione delle nuove maglie ufficiali dell’Atalanta griffate Nike, primo sponsor SuisseGas. Casacche che sono: la tradizionale a strisce verticali nerazzurre la prima; tutta bianca la seconda; tutt’arancione la terza. “Quella bianca sembra un pigiama”.”Megalomami, stavolta hanno copiato il Real Madrid”.”L’arancione un vero pugno nell’occhio”. Niente da ridire invece sulla divisa classica, Al popolo atalantino, si sa, tutto toccategli meno i suoi colori.

APPUNTI SUL CALCIOMERCATO

Il rito delle maglie inaugura una stagione sportiva che quest’anno ingranerà molto placidamente. Una lentezza per i tifosi esasperante, anzi. Il primo impegno vero, agonisticamente parlando, sarà il 31 agosto, esordio in campionato. Data, quest’ultima, di chiusura del calciomercato, con tutte le ovvie conseguenze del caso. Ma l’esige il business, che sacrifica le società medio piccole. Una volte c’era la Coppa Italia, come primo banco di prova.
Dal punto di vista tecnico, tempi tanto diluiti impediscono di disegnare uno scenario attendibile. Che cosa accadrà nelle prossime 6-7 settimane, quanto ad arrivi e partenze, non si può sapere. I giocatori, che stanno per andare in ritiro, sfrutteranno il molto tempo a disposizione per prepararsi bene fisicamente. E questo è un gran vantaggio. La società sistemerà per prima cosa il reparto arretrato, del resto già quasi pronto. Sugli automatismi della fase difensiva, Colantuono potrà lavorare quasi da subito. Stendardo, Benalouane, il nuovo acquisto Cherubin, Bellini, Suagher, a cui forse finirà per aggiungersi Biava, Zappacosta, Brivio, l’altro nuovo Dramè costituiscono già una buona base di partenza.

CIGARINI, CARMONA. I VECCHI E I NUOVI

Il resto è tutto da vedere. Dichiarazioni come quelle rese, dopo il Mondiale, dal nazionale cileno Carmona e dal suo procuratore lasciano pensare che il centrocampista lascerà l’Atalanta. La società ha detto che ai 6-7 milioni offerti dal Siviglia il trasferimento non si compie ma un prezzo l’ha pur fissato (10 milioni). Lo stesso discorso vale per Cigarini, richiesto dal Sassuolo, anche se Sassuolo e Siviglia non vantano certo lo stesso appeal sicchè il regista emiliano magari resterà. Ma finchè non sarà sbloccata la situazione di questi due importanti giocatori, difficile ipotizzare che centrocampo sarà quello prossimo dell’Atalanta. Fermo restando Baselli, brillante nelle ultime gare come interno, ma la permanenza o meno di Cigarini condizionerà forse il modulo.
Per l’attacco, il ghanese Boakye, reduce dalla Liga spagnola, pare avere guadagnato in queste ore parecchio terreno. Una buona notizia, sulla carta. L’africano, in comproprietà fra Juventus e Genoa, forse possiede le caratteristiche giuste sia per giocare con Denis sia per esserne il naturale sostituto. Ardua questa ricerca, in quanto Denis non ama compagni che ne limitino il raggio d’azione dentro l’area. Dotato di velocità e progressione, Boakye vede la porta, ma sa partire dall’esterno e soprattutto mette dentro 80 chili e 186 centimetri.
Altro d’attendibile non c’è. L’ipotesi Ucan, la stellina turca della Roma che potrebbe venire a Bergamo in prestito, è suggestiva. In ogni caso si tratta di un ventenne con all’attivo qualche bel numero ma poche presenze e ancor meno gol in patria, nel Fenehrbace. Mentre rimane sul tappeto la cessione di Bonaventura, del cui indubbio talento privarsi per meno di una certa cifra sarebbe sciocco. Ma l’atleta, se fosse confermato dopo aver fatto chiaramente capire che vorrebbe tentare il salto di qualità, giocherebbe con lo spirito di sacrificio necessario? Come Carmona. Sicuri che, non accontentandoli, non ne soffrirebbe il rendimento della squadra?

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