A casa di nonna Bettina. Oe in consa? Alborelle in carpione!

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Oggi torniamo con Alessio Mussinelli a casa di nonna Bettina per scoprire una nuova ricetta, semplice e gustosa: le òe in consa, cioè in italiano le alborelle in carpione. Un piatto lacustre della tradizione.

– Nonna, mi fai vedere un’altra ricetta? –
Nonna Bettina mi sorride soddisfatta. – Cosa devo preparare? –
– Quello che vuoi, qualcosa di tradizionale-
– Allora facciamo le òe in consa -.
Che in italiano sono le alborelle in carpione. Piatto della tradizione lacustre semplice e gustoso.
-Però le òe le compro al mercato- aggiunge lei tanto per ricordarmi che non le piace friggere il pesce in casa e preferisce comprarlo cotto al mercato di Sarnico, ogni giovedì mattino dall’anno 1566 a oggi.
Mentre sbuccia le cipolle la nonna inizia a raccontare.
– Queste le mangiavo anche quando stavo a Villongo, da bambina. Era un modo per conservare il pesce. Non c’era mica il freezer-.
– Come si faceva? –
La nonna fa spallucce. – Si usava il sale, oppure si faceva seccare al sole, ma di cose da conservare ce n’erano poche. Si faceva il maiale, quello sai come si conserva -.

In linea teorica sì, l’ho visto fare da bambino, ma lo ricordo più per la scena dell’Albero degli Zoccoli di Olmi.

-Quando si uccideva il maiale era una festa. Si stava a casa da scuola e si dava una mano in quel che si poteva. Una volta mentre facevamo l’impasto per il salame sono passati quelli e hanno tirato due colpi nelle finestre. I vetri sono andati nella carne e abbiamo dovuto buttar via tutto-

Quelli chi?-

-I tedeschi-

-E perché hanno sparato alle finestre?-

-Per dispetto, perché sapevano che stavamo facendo il salame. Credevano che tenessimo nascosti dei disertori-

-Era vero?-

La nonna mi guarda con gli occhi gonfi, ma è colpa delle cipolle.

-Ne avevamo qualcuno in soffitta. C’era poco spazio e stavano sdraiati tutto il giorno. Uno aveva pure la tosse, avevamo paura si scoprisse-

-E allora che avete fatto?-

-Niente, a darli ai tedeschi facevano la fine di queste . Altri li teneva nascosti la bidella nella soffitta della scuola, altri ancora erano in campagna, su per le colline di Foresto, nelle stalle. Scappavano dalla guerra, erano tutti ragazzi. Come puoi chiedere a un ragazzino di fare la guerra?-

Fatico solo a pensarci.

La vita è così diversa che i racconti della nonna mi sembrano ambientati sulla luna.  -Sembra strano- mi legge nel pensiero, -ma era così. C’era la guerra-.

La nonna ha visto un mondo completamente diverso. In settant’anni sembra un altro posto.

-Ma le oè in consa ci sono sempre state-

E così, anche in mezzo ai ricordi delle difficoltà del tempo che fu, la nonna sorride.

 

 

Ingredienti:

400 gr di  alborelle fritte

5 – 6 cipolle piccole

Mezzo litro di aceto

Vino bianco

Concentrato di pomodoro

Dado vegetale

Olio di semi

Preparazione:

1)  Sbucciare le cipolle e tagliarle grossolanamente

2)  Mettere le cipolle in una padella con un fondo di olio di semi, salare, aggiungere l’aceto di vino bianco e far sobbollire per qualche minuto.

3)  Sfumare con vino bianco da cucina

4)  Aggiungere qualche goccia di concentrato di pomodoro e lasciar cuocere per cinque minuti circa.

5)   Mettere le alborelle fritte nella pentola e aggiungere acqua fino a coprire quasi totalmente gli ingredienti. Aggiustare di sale e aggiungere mezzo dado.

6)  Lasciare cuocere a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto fino al termine della cottura delle cipolle (indicativamente 45 minuti).

 

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