“Tirafuorilalingua”. Non si fa!? Ma al concorso sì, solo in nome dell’arte

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Tirar fuori la lingua, non si fa. Vi sarà capitato di sentire una mamma dire al proprio bimbo di “non tirar fuori la lingua”. Invece, da tre anni, c’è chi invita a tirar fuori la lingua, quella propria, quella madre, e di farlo in maniera artistica. Mi spiego meglio. L’imperativo “Tirafuorilalingua”, scritto tutto attaccato, ed espresso in maniera positiva, diventa il nome del concorso/festival, giunto alla terza edizione, dedicato a produzioni artistiche di vario tipo (dal visivo al letterario, dal sonoro al multimediale) che promuovono, valorizzano, celebrano la lingua madre, nel senso sia di lingua del paese d’origine sia di dialetto. L’iniziativa è anche un progetto finanziato da Fondazione Cariplo a sostegno dello sviluppo pluralistico e interculturale nelle oltre 40 biblioteche del Sistema bibliotecario della Valle Seriana. Considerati i lavori visti nelle precedenti edizioni ci si aspetta espressioni artistiche di ogni genere. Solo per citare le opere consegnate l’anno scorso: canti di guerra dell’Africa orientale e della tradizione popolare bergamasca in versione rock, poesie in dialetto genovese, bergamasco e in greco di Calabria (composizione che si è classificata seconda nel 2013), arte pittorica, fotografie, video ed anche cortometraggi, come “Voci” di Riccardo Banfi, che ha vinto la passata edizione del festival, raccontando l’importanza di lingue minoritarie attraverso gli occhi di un bambino che vede “imbarattolare” le parlate (www.youtube.com/watch?v=jr4rghHNPrI) . Dall’Africa alla Calabria risalendo la penisola, toccando anche Paesi d’Europa, fino ad arrivare in Val Seriana, la lingua madre è la protagonista dei lavori realizzati dai più diversi autori: classi di studenti, giovani, adulti, donne e uomini di tutte le età, professione e religione. Anche per quest’anno è stato diffuso il bando di partecipazione (www.albino.it/tirafuorilalingua) che ha una novità: le opere possono anche non essere strettamente inerenti alla lingua madre, ma sarà sufficiente dimostrare senza forzature che l’efficacia di tali opere non sarebbe la stessa se si dovesse utilizzare una lingua diversa da quella madre. Per partecipare – si può proporre un’unica opera – bisogna seguire tutti i punti presenti nel regolamento che indica anche che le opere inviate saranno sottoposte ad una preselezione che sceglierà quali ammettere in concorso. Il termine per l’invio delle opere in preselezione è il 20 agosto. Bisognerà consegnarle a mano o inviarle alla biblioteca comunale di Albino (via Mazzini, 68 – 24021 – Albino, Bergamo. Ulteriori contatti: tel. 035759001, fax 035754718, e-mail tirafuorilalingua@albino.it). Per scoprire se le proprie opere rientreranno tra le selezionate, si potrà visionare il sito web del festival: www.albino.it/tirafuorilalingua. Le opere saranno poi premiate in un’apposita serata fissata per sabato 27 settembre alle 21,30 all’Auditorium comunale di Albino. Chi selezionerà, valuterà i lavori e poi decreterà i vincitori sarà una giuria, composta da numerosi membri, tra cui il direttore artistico del festival Tiziano Incani, più noto come Il Bepi. Il primo premio pari a 1000 euro lordi verrà assegnato alla migliore opera; il secondo, pari a 500 euro lordi, alla migliore opera presentata da giovani fino ai 25 anni o da scuole. Inoltre, la giuria non esclude la possibilità di assegnare anche menzioni speciali, come successo l’anno scorso.

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