L’Atalanta, formazione ok. Si scalda l’attesa per la nuova stagione

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Con alle spalle due o tre campionati salva senza troppi patemi, che deve fare l’Atalanta per migliorarsi? Il pubblico vorrebbe vedere una squadra più offensiva. La collaudata filosofia del longevo Colantuono, alla settima stagione sulla panchina nerazzurra, non lascia spazio a voli di fantasia. Chi sbaglia poco, pochissimo, può restare in attesa dell’errore dell’avversario, che prima o poi una distrazione la commette. Una teoria, che si basa sull’equilibrio in campo, dimostratasi redditizia, comune del resto ad altri tecnici che vanno per la maggiore. A cominciare dal celebrato Mourinho. Tuttavia cambiare si può, almeno a livello di tentativo, anche perché il 4-4-1-1 con Maxi Moralez-Denis (cioè con un solo vero attaccante perché Maxi attaccante risolutivo non può essere) lo conoscono anche i sassi. E la prevedibilità nel calcio è un rischio da non correre.

A 15 giorni dalla chiusura del mercato, l’organico a disposizione dell’allenatore va senz’altro considerato – se non ancora di prim’ordine – competitivo. Con problemi d’abbondanza, paradossalmente. Gli esperti di compravendite sostengono che nell’ultima settimana qualcos’altro accadrà. I maggiori indiziati ad andarsene sono Bonaventura, Cigarini e Consigli. Bisogna vedere chi avrà i soldi per pagarli. La rinuncia più sopportabile sarebbe quella del portiere, in quanto il suo sostituto designato Sportiello ha fisicità e tranquillità ideali, le doti principali richieste dal ruolo. Per Bonaventura è già stato acquistato – caratteristica più, caratteristica meno – D’Alessandro. Per Cigarini la società dice che verrebbe preso un Kurtic. Insomma, niente paura. La rosa è stata allestita prevedendo varie alternative e s’è allargata soprattutto sugli esterni, dando via libera a un’ipotesi di 4-4-2 tale da aumentare il peso dell’attacco, che può contare su elementi d’area di rigore come Bianchi e Boakye. Quest’ultimo, convergendo da sinistra, può far fruttare il suo destro non indifferente.

Stanno al tecnico ora le scelte giuste, sapendo che la società alle spalle è forte. Il consolidamento dell’Atalanta avanza infatti di pari passo. L’ingaggio di un uomo di calcio come Giovanni Sartori, appena liberatosi dal Chievo, va letto in questa direzione. È stato sconcertante per la verità constatare come quest’assunzione – normalissima per un imprenditore del calibro di Percassi – sia stata accompagnata da un’enfasi esagerata per accreditare un inesistente dissidio fra la proprietà e il direttore Pierpaolo Marino. Ma l’operazione rientra nel potenziamento – attraverso l’acquisizione di dirigenti capaci, messi sotto contratto quando sono liberi – della struttura. E anzi proprio la coppia Marino-Sartori – l’uno nel settore strettamente d’individuazione di giocatori su scala mondiale, il primo a livello d’organizzazione generale – offre garanzie che non molte sorelle di serie A possono vantare.

In definitiva, con la precauzione di tener presente che nel calcio un soffio di vento può scatenare all’improvviso la tempesta, i sostenitori atalantini sono autorizzati ad incuriosirsi con fiducia della nuova squadra. Si tratta di fare sempre meglio, un anno dopo l’altro, pure di poco. Di più impossibile, realisticamente.

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