Maria è in paradiso. Con il corpo

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Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. 
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle (Vedi il libro dell’Apocalisse 11, 19a; 12, 1-6a.10. Per leggere i testi liturgici della solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria, clicca qui) 

Maria è assunta in cielo. Che cosa significa? Maria vola verso le nubi? Ci rivolgiamo alla prima lettura: è tratta dall’Apocalisse, l’ultimo libro della bibbia. L’Apocalisse descrive il trionfo definitivo del regno di Dio e la condanna delle nazioni avverse a Dio. Appare, anzitutto, l’arca. L’arca era la grande cassa, preziosa e decoratissima, nella quale si conservavano le tavole della Legge, quelle che Dio aveva dato a Mosè, la legge santa sulla quale tutta la vita di Israele si regolava. Dunque il veggente che scrive l’Apocalisse, mentre è prigioniero in un’isola del Mar Egeo, racconta di vedere l’Arca apparire di nuovo: Dio, che assicurava la sua presenza in mezzo al suo popolo con la legge santa, continua a restare in mezzo al suo popolo, il popolo nuovo nato dalla Risurrezione di Gesù. Dopo l’arca appare la donna.

LA DONNA VESTITA DI SOLE E IL DRAGO

Essa rappresenta precisamente il popolo di Dio, esposto alle grandi tribolazioni, alla tentazione delle persecuzioni. Domina il sole e il colore bianco che sono i colori della divinità. La donna porta una corona di dodici stelle. E’ il numero che ricorda Israele, con le sue dodici tribù e il nuovo popolo di Dio, fondato sui dodici apostoli. La donna è incinta e grida per le doglie del parto. La partoriente è l’immagine che i profeti spesso hanno usato per annunciare i tempi finali della storia umana, quelli nei quali si sarebbero realizzate le grandi promesse di Dio. Il veggente dell’Apocalisse è come se volesse annunciare la verità strabiliante: quei tempi sono arrivati, sono i tempi del parto, tempi di grandi sofferenze e di inattesi inizi. Tutto rinasce, tutto ricomincia da capo.

Di fronte alla donna che sta per partorire e grida per le doglie del parto appare un enorme drago rosso. L’immagine vuole, evidentemente, richiamare l’antico serpente che ha sedotto l’umanità e non ha mai cessato di accusarla davanti a Dio. Le sette teste adorne di diademi, le dieci corna e la terza parte delle stelle che egli trascina giù dal cielo (immagine degli angeli da lui sedotti) dicono in maniera allusiva quanto sia grande il suo potere. La donna partorisce un figlio maschio. Chi è questo figlio del popolo eletto che la donna partorisce di fronte al grande, pauroso drago rosso? Chi sia questo figlio che la donna (immagine del popolo di Dio) dà alla luce è precisato dalle due frasi: «E’ destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro»: dunque è il Messia di cui parla il salmo 2: «Annunzierò il decreto del Signore. Egli mi ha detto: “Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato”. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra. Le spezzerai con scettro di ferro». E inoltre, dice ancora il testo, «fu rapito verso Dio»: chiara allusione alla Risurrezione. Il figlio viene dunque rapito dalle grinfie del drago e portato in cielo. Le forze dal male non prevalgono, il Messia torna presso Dio, non muore più. La donna, il popolo di Dio fugge nel deserto, luogo dell’esperienza ineguagliabile di Dio, dell’intimità con Lui. Davvero “Ora si è compiuta la salvezza…”, come canta una “gran voce” che viene dal cielo. Dio ha vinto, il male è sconfitto. La morte cede il passo alla risurrezione.

IL PARADISO

L’assunzione di Maria ci “costringe” a parlare del Paradiso, della vita eterna. Siamo chiamati, tutti interi, con la nostra vita, il lavoro, gli affetti, la nostra intera storia a essere salvati. Questo significa che Maria è assunta in cielo anche con il suo corpo. La prima lettura che abbiamo meditato si conclude con le parole: «Ora si è compiuta la salvezza…». Si è compiuta, cioè è arrivata al suo termine, si è realizzato tutto quello che doveva realizzarsi. Maria è in paradiso con il suo corpo. Il grande teologo Karl Rahner ha detto una cosa bellissima del Paradiso come compimento definitivo della nostra vocazione: «Allora tu sarai l’ultima parola, l’unica che rimane e non si dimentica mai. Allora, quando nella morte tutto tacerà e io avrò finito di imparare e di soffrire, comincerà il grande silenzio, entro il quale risuonerai tu solo, Verbo (Parola) di eternità in eternità. Allora saranno ammutolite tutte le parole umane… Conoscerò come sarò conosciuto… Nessuna parola umana e nessun concetto starà tra me e Te; Tu stesso sarai l’unica parola di giubilo dell’amore e della vita, che ricolma tutti gli spazi dell’anima».

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