La borsa elegante? Sì ma solo fino a mezzanotte. Come Cenerentola

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È capitato a tutte di immaginarsi Cenerentola, anche solo per una sera. Abito in seta, scarpette di cristallo, magari una borsetta firmata Dior, tutto fino a mezzanotte naturalmente, prima che la carrozza si trasformi in zucca.  Lo stratagemma delle borse in affitto è un po’ come la Fata Madrina: realizza questo sogno, o almeno ci prova. Nato in America, diffusosi poi in Europa e infine giunto in Italia, il fenomeno del noleggio di borse si sta rapidamente ampliando. Sempre più siti di “bag sharing” spuntano in internet, così che trovare la borsa dei propri sogni è facilissimo.

Le proposte? Diverse e per tutti i gusti e le occasioni! Chanel, Dior, Prada o Louis Vitton, pochette, clutch o large: averla e coccolarla per una sera è davvero semplice. Basta selezionare la borsa desiderata, inserire i propri dati, pagare con la carta di credito e il gioco è fatto. In meno di una settimana la tanto ricercata borsetta verrà recapitata direttamente a casa. Si può utilizzare durante un aperitivo importante, il compleanno dell’amica super alla moda dove è richiesto un outfit impeccabile e perché no, un’occasione altrettanto elegante come un matrimonio. Al termine della serata è sufficiente riporla nella scatola, chiudere tutto e rispedire al mittente.

E il prezzo? Varia, dai 15 agli 80 euro, a seconda dell’originalità della borsa ma sicuramente molto meno rispetto al valore reale sul mercato. Insomma, se non puoi permettertela, noleggiala perché “Il vero lusso è cambiare”, recita un sito.

Ma è veramente tutto rosa e fiori? Il noleggio è solo un’ottima soluzione per chi non ha più spazio nell’armadio o per chi non può assolutamente rinunciare all’outfit perfetto nonostante il portafoglio leggero, oppure, dietro all’affitto di una pochette si nasconde il desiderio di sentirsi a tutti i costi principesse per una sera e non sfigurare in un mondo dove l’apparenza è al primo posto? Per scoprire tutto questo ci siamo affidati all’opinione di chi una borsetta griffata la sfoggia certo, ma soprattutto per lavoro: Paola Turani, frizzantissima giovane bergamasca che da 11 anni lavora come modella e attrice professionista.

Paola, cosa ne pensi del bag sharing?
«È un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più, ma personalmente non sono ancora entrata nell’ottica! Forse perché sono molto possessiva e gelosa delle mie cose, non credo riuscirei mai a prendere, anche solo in prestito, qualcosa che non mi appartiene. Lo stesso vale per le mie borse, le tengo nell’armadio, alcune hanno 10 anni, prima o poi torneranno utili!»

Si dice che una borsa dia un tocco di classe speciale a qualsiasi outfit e contraddistingua una donna. Quanto vale sfoggiare una borsa di lusso?
«Ciò che non mi convince, un po’ mi fa paura, è la voglia di sfoggiare dei capi firmati pur non potendoseli permettere. Veramente basta una borsa di Prada, Chanel o altro per sentirsi più sicure? Credo che si possa essere belle ed eleganti anche con capi low cost, non per forza firmati! Ma tutto viene da dentro, se si è sicure di se stesse si può indossare anche una tuta, ma agli occhi degli altri sembrerà un abito da sera! Forse è la mentalità della nostra società che deve cambiare, l’apparenza non è tutto».

Paola, tu sei anche un’artista, e metti i tuoi quadri anche sul tuo sito www.parolaturani.it.  Sei l’esempio che la moda e il lusso non sono tutto nella vita.
«Con il mio lavoro sono dovuta crescere in fretta, indossando gli abiti e gli accessori più belli. Ho subito guadagnato i miei primi soldi ma altrettanto ho imparato il loro vero valore. Nel corso di questi anni mi sono tolta qualche sfizio, ho alcune borse firmate che credo rimarranno tutta la vita, ma tutt’ora adoro fare shopping nelle grandi catene low cost. Con gli anni ho raggiunto maggiore consapevolezza che le priorità sono altre. Ho imparato che niente è dovuto, spendere più di mille euro per una borsa ora mi sembra sciocco, futile! Preferisco risparmiare per il mio futuro in modo da realizzare il mio sogno – mi piacerebbe aprire un mio studio/negozio privato d’arte – e spendere in altro, per esempio viaggiando. Il viaggio arricchisce la mente, il cuore e la persona. Niente a che vedere con una borsa firmata!».

 

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