Sette persone, una giornata qualunque: così Striplife narra l’assedio di Gaza

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Un evento inspiegabile è accaduto durante la notte: decine di mante si sono arenate sulla spiaggia di Gaza City, carretti di pescatori accorrono da tutta la Striscia per accaparrarsi carne fresca. Intanto la città si sveglia, una città che ci viene narrata, dall’alba al tramonto, attraverso la quotidianità di sette suoi abitanti.
Si tratta di “Striplife – Gaza in a day” (2013, regia di Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa e Andrea Zambelli), film – documentario vincitore, tra gli altri, del Premio della Giuria al Torino Film Festival, che sarà proiettato questo sabato 9 agosto, alle ore 21.30, in Piazza Vecchia. L’assedio quotidiano di Gaza viene in questo modo raccontato attraverso lo spazio di una giornata dei sette protagonisti del film, seguendoli nei rispettivi contesti familiari, lavorativi e sociali. C’è Noor, 21 anni, giovane cronista del canale satellitare Watania Tv che fornisce news in inglese all’estero e grazie ai social network trova l’amore in Nord Europa; Moemen, 26 anni, fotografo freelance mutilato nel 2008 durante l’operazione “Piombo Fuso”, ora su una sedia a rotelle, che continua con passione il proprio lavoro per testate locali e internazionali; Fatima, 43 anni, berbera che vive di pastorizia, bloccata nella Striscia senza poter ricongiungersi con le tribù nomadi sulle alture del Golan; Jabber, 54 anni, contadino nella buffer zone che rischia la vita pur di coltivare il suo campo.
E ancora immagini di resistenza quotidiana, di un popolo deciso a non soccombere a condizioni di vita apparentemente impossibili: un rapper che non può esibirsi in pubblico poiché vietato; un ex calciatore della nazionale che insegna in un campo profughi e i ragazzi del Gaza Parkour, che sfidano la gravità, volteggiando fra le macerie di un cimitero. Un affresco corale, composto da diversi personaggi e situazioni, senza dialoghi ricostruiti, ma attraverso conversazioni reali.
Oltre al riconoscimento ottenuto al Torino Film Festival, il film – documentario ha vinto il premio Avanti (Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani) e il premio “Gli occhiali di Gandhi”, oltre ad aver partecipato ad importanti festival internazionali quali Visions Du Reel, DOK.fest Munich, FID Marseille, CPH:DOX e DMZ:Korea. La serata bergamasca è organizzata da Valeria Testagrossa, tra i registi del film e di Bergamo per la Palestina. Dopo la proiezione del film, alle ore 22.30, seguiranno collegamenti skype con Meri Calvelli, cooperante del Centro italiano per scambi culturali VIK, organizzatrice e collaboratrice del film e Sami Abu Omar, palestinese, lavora anche lui nell’associazione VIK e ha lavorato come produttore ed interprete del film.

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