Le apparizioni si moltiplicano? Per giudicare ci vuole equilibrio

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“Ma la Madonna appare a un‘ora stabilita? Negli ultimi tempi le apparizioni della Madonna si moltiplicano. Come comportarsi?”. Sono interrogativi che pone il vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari, sul settimanale diocesano “La Voce del Popolo”. “Negli ultimi tempi – denuncia il presule – le ‘apparizioni’ della Madonna si moltiplicano, tanto che si ha l’impressione di una strategia di rivelazione universale. Ai luoghi tradizionali (Lourdes, Fatima, La Salette…) se ne aggiungono molti nuovi, tanto che i vescovi fanno fatica a seguire tutto, a valutare la veridicità delle esperienze, a suggerire o scoraggiare l’afflusso dei pellegrini nell’uno o nell’altro luogo”. Infatti, “incoraggiare potrebbe essere un invito alla superstizione, al gusto dello straordinario; scoraggiare potrebbe essere una mortificazione dello spirito religioso”. Rispetto al moltiplicarsi di veggenti, bisogna stare “attenti ai rischi”: il primo è che “la fede cristiana venga ridotta ai fenomeni straordinari”; il secondo è che “il gusto del miracoloso allontani dalla fatica di vivere la durezza del mondo per gustare la dolcezza dei mondi immaginari”; il terzo è che nella figura di Maria “ci si allontani dall’essenziale: il suo ascolto della Parola di Dio, la sua fede obbediente, la sua maternità divina, la sua esemplarità nei confronti del mistero della Chiesa”. 

“Se qualcuno trova in queste esperienze un arricchimento della fede, se ne serva con semplicità – suggerisce monsignor Monari -. Ma stia bene attento a verificare in se stesso gli effetti reali: sappia distinguere una reale crescita di maturità spirituale da un’emozione spirituale ambigua”. Per un cristiano “il criterio vero è Gesù Cristo: questa esperienza ti porta a conoscere meglio e ad amare di più Gesù Cristo? Ti spinge a una vita più evangelica, cioè più ricca di fede in Dio, di amore verso gli altri, di dominio di te stesso, di servizio umile…? O in questa esperienza sei portato a dimenticare Gesù Cristo, ad abbandonare la Messa, a considerare superflua la Chiesa? Cerchi forse una via di fuga facile dalla realtà troppo pesante?”. “Una cautela particolare debbono avere i preti”, aggiunge il vescovo precisando che “i fedeli hanno il diritto di ricevere dai preti un insegnamento e una prassi sacramentale che li inserisca correttamente e in pienezza nel mistero della Chiesa”. Per questo, conclude il presule, “un prete deve stare attento che i suoi comportamenti non si configurino (e non possano essere interpretati) come un’approvazione indebita di fenomeni sui quali la Chiesa non ha ancora dato un giudizio; si renderebbe responsabile delle illusioni e delle conseguenti deformazioni spirituali delle persone”.

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1 commento

  1. silvana messori on

    Voce di Popolo.. voce di Dio.. si diceva… ma chi ha fede… non ha bisogno di “miracoli” si dice anche…A me sembra che la cosa sia molto più complessa di quanto la Chiesa, che è composta da uomini, debba o possa essere equilibrata.. Diciamo che la professione di fede espressa solo con la “devozione” ai Santi o alla Madonna… non sarebbe quella giusta.. però dobbiamo anche dire che se ciò porta al cuore del cristianesimo, cioè a “conoscere” GESU’, è pur sempre un buon percorso di vita!

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