La cura dei neonati: fino a dove ci si può spingere? Un confronto tra etica, medicina e affetti

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È in corso oggi e domani, al Centro Congressi Giovanni XXIII un convegno su «Problematiche neonatologiche, esperti a confronto». Non è solo un incontro per addetti ai lavori, perché tocca aspetti delicati e importanti, prima di tutto il valore della vita. Le domande: come e quando sia possibile dire basta alle terapie, quando invece sia opportuno continuare, come capire qual è il limite tra abbandono e accanimento terapeutico. Con i progressi tecnologici e i traguardi conquistati dalla scienza, sempre più spesso i medici si trovano di fronte a situazioni complesse e a domande che diventano ancora più delicate quando i paziente sono neonati.

Se ne parlerà domani in un dibattito aperto al pubblico su «La cura in terapia intensiva neonatale: aspetti etici e risvolti legali» momento conclusivo del convegno. Durante i lavori i medici si concentreranno su cardiopatie e problemi in ambito dermatologico.

«In questa edizione – commenta Giovanna Mangili, presidente del convegno e direttore dell’U.s.c. di Patologia neonatale e Terapia intensiva neonatale all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – vogliamo discutere degli aspetti più attuali di problematiche che molto frequentemente dobbiamo affrontare nei nostri reparti. Su questi temi abbiamo stilato un programma suddiviso in due giornate che saranno intense per il valore dei contributi e delle letture magistrali».

Con un momento conclusivo che intende far riflettere tutti i partecipanti, medici e infermieri in primo luogo, ma anche genitori, associazioni e chiunque abbia a che fare con la cura dei bambini: «Il medico – prosegue Mangili – sempre più spesso deve gestire casi clinici complessi e domandarsi fin dove arrivare e quale sia il limite tra abbandono e accanimento terapeutico. Inoltre si può trovare davanti a genitori che spingono a non desistere a qualunque costo o, al contrario, a rinunciare. Sono confronti delicati che mettono in difficoltà professionalmente e personalmente. Ecco perché ne vogliamo parlare, senza la pretesa di dare risposte, ma con la volontà di approfondire il tema sotto vari punti di vista, partendo dall’etica fino ad arrivare agli aspetti legali».

Il dibattito è fissato alle 14.30 di venerdì 26 settembre e vedrà l’intervento conclusivo del vescovo di Bergamo, Francesco Beschi. Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatra, Gian Carlo Borra, medico legale e direttore sanitario degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi, Antonio Gioacchino Spagnolo, presidente Comitato Etico Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e direttore dell’Istituto di Bioetica e docente di Medicina legale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, introdurranno i contributi di Costantino Romagnoli, presidente della Società italiana di neonatologia, Don Maurizio Chiodi, teologo morale di Bergamo alla Facoltà di Teologia dell’Italia Settentrionale di Milano ed Emma Avezzù, procuratore capo del Tribunale dei Minori di Brescia.

Inoltre prenderà la parola Alessandro Domenighini, di Artogne per raccontare la sua testimonianza di genitore che ha perso un figlio per malattia. E ancora, interverrà lvo Lizzola, docente di Pedagogia alla Università degli Studi di Bergamo. Il convegno ha il patrocinio di Regione Lombardia, Asl, Comune e Provincia di Bergamo, Sin-Società italiana di Neonatologia, Società italiana di Pediatria, Ordine dei medici Chirurghi e odontoiatri della Provincia di Bergamo, Associazione per l’aiuto al neonato e Società italiana di Cardiologia pediatrica.

 

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