La rana rossa in riva allo stagno: non dobbiamo avere paura di essere “diversi”

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Una rana rossa è sola e triste: teme di non riuscire a trovare il suo posto. Finché non incontra una rana blu…Ma il colore sarà così importante? La storia di Elide Fumagalli di oggi per le nostre #caramelle, nata al Museo di Scienze Naturali, parla di differenze. Ascoltiamola insieme.

Era rosso, come la sua mamma e il suo papà e tutti i suoi fratelli, nati dentro una goccia di rugiada. Da piccolo aveva la coda, qualcuno glielo aveva raccontato, lui non se lo ricordava molto. Si ricordava invece di una mamma davvero unica! Lo portava in groppa sugli alberi, lo metteva al centro di una pianta, che sembrava una piscina. Poi faceva il giro di tutta la foresta, andava a trovare i suoi fratellini. Ogni tanto veniva e gli portava un piccolo uovo che sapeva di mamma e d’amore. Era buonissimo, come il rumore di lei quando si avvicinava.

Un giorno si era spaventato tantissimo: un’enorme lingua, con attaccato un animale peloso era entrata nell’acqua. Nell’acqua per fortuna che non si può urlare. Così, dopo aver bevuto se ne era andato! Forse quel giorno dalla paura aveva perso la coda… o forse è svanita poco alla volta, quando aveva bisogno di zampe per saltare e non coda per nuotare. E le aveva usate quelle zampette e anche quella lunga lingua appiccicaticcia per mangiarsi farfalle e vermetti.  Erano ormai tre anni che non tornava dove era nato. Se n’era andato in giro sempre da solo ed ora gli era venuto un pensiero che non lo lasciava dormire. Sognava una ranocchia, con cui avrebbe potuto vivere e magari fare qualche girino da portare sulla groppa di ramo in ramo. Tornò ma, quando arrivò, nel luogo dove era nato, ebbe però una sorpresa incredibile! C’erano un sacco di altre rane, ed erano tutti maschi! Neppure una femmina. La notte gracidavano tutti insieme ed era bello cantare con qualcuno, sentirsi parte di una cosa che chiamavano: “La stagione dell’amore”.

Disse: Accidenti ma qui siamo tutti maschi!

Un vecchio ranocchione rispose:

– Non ti preoccupare, le femmine arriveranno

– Quando?

– Tra poco!

– Ma poco poco poco o… pochino?

– Mmmh poco pochino.

Era così emozionato che divenne ancor più rosso del solito. E non dormì.

La notte dopo, mentre il buio rendeva la loro pelle color grigio, sentì voci diverse, più… più.. da femmina. Le rane erano arrivate! Erano tutte bellissime. Lui si avvicinò ad una e… un ranocchione si avvicinò e lei con lui andò. E fu così per tutta la notte. Si guardò: “Magari ho qualcosa di diverso, forse puzzo, forse… ho i piedi troppo grandi o  gli occhi troppo piccoli.

Non capiva, ogni notte arrivano altre rane e i ranocchi avevano tutti una fidanzata. Tranne lui. Solo il primo giorno. Solo il secondo giorno. Solo il terzo giorno…

Aspetto, le ranocchie fecero delle uova racchiuse nella rugiada. Alcuni papà ranocchioni cominciavano ad occuparsi dei piccoli. Lui era ancora solo.

Una notte sentì una voce, un gracidare così tenero che le gambe sembravano fatte di burro e gli sembrò d’essere di nuovo girino d’acqua e di coccole.

Aprì gli occhi: era lei, bellissima e guardava proprio lui! Era quasi l’aurora, lui fece il primo salto verso di lei, il secondo salto… il terzo. Il sole sbucò, l’illuminò. Era blu.

Lui si guardò… tutto rosso di fuoco e di vergogna e si nascose dietro un cespuglio e  anche la ranocchia blu si nascose.

 

– Accipicchiolina la notte aveva nascosto il mio colore e anche il suo !!! Non mi vorrà mai.. sono rosso.. sono stupidamente rosso..

– Accpicchiolina la notte aveva nascosto il mio colore e anche il suo !!! Non mi vorrà mai.. sono blu.. sono stupidamente blu..

– E non so fare nulla, non sono come mio cugino che sa nascondersi nel fango per due anni senza bere né mangiare

– Non so fare nulla non sono come mia cugina che ha due bellissimi occhi rossi che spalanca così scappano tutti dalla paura!

– Non sono come la rana pinocchio con quel bel nasone

– Non sono trasparente come mia cugina che le si vedevano le uova nella pancia!!

– Non sono forte come mio cugino che si chiama toro. Si mangia anche gli uccelli, io al massino riesco a mangiare qualche moscerino…

– Non sono bella come mia cugina dagli occhi blu cobalto!

Il vento  fece un mulinello attorno a loro e  fece udire  le loro voci: non so volare, non so miagolare, non ho le zanne, al freddo muoio.

Le sentirono.

Sono solo… blu.

Sono solo rosso.

Sei bellissimo! Sei bellissima così come sei!

Si baciarono, decisero di stare insieme ed ebbero dei bellissimi girini rossi, blu e viola!

La loro vita fu piena di colori diversi e d’amore!

 

Questa fiaba è nata durante un laboratorio tenuto da Elide Fumagalli al Museo di Scienze Naturali in Città Alta, ed è ispirato agli animali della Cracking Art che sono ospitati nelle sale dell’esposizione “REgeneration”. Il nostro “laboratorio” di questa settimana è quindi un invito ad andare a visitare il museo e a trovare questi animali. E poi ci sono fogli e pastelli per disegnarli: aspettiamo le fotografie delle vostre opere :-). Quelle fatte sabato le trovate sul sito di Elide Fumagalli. 

www.museoscienzebergamo.it
www.elidefumagalli.com

 

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