Le tre suore massacrate in Burundi. L’Africa, il Sud del mondo e noi

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Suor Bernardetta Boggian, una delle tre suore italiane uccise barbaramente in Burundi, è stata decapitata. Lo ha detto all’agenzia France Presse il vice direttore generale della polizia burundese Godefroid Bizimana raccontando altri dettagli raccapriccianti sulla fine delle tre religiose. «Tutte e tre sono state violentate», ha affermato. Sono morte in Burundi, nel cuore di quell’Africa a cui avevano dedicato la vita da missionarie per aiutare gli ultimi nel nome del Vangelo. Tre missionarie saveriane italiane – due sono venete – sono state uccise nelle scorse ore nel loro convento, nella località di Kamenge, in quello che appare essere stato un tentativo di rapina, forse di un balordo, finito nel sangue. Sono suor Lucia Pulici, lombarda, e suor Olga Raschietti e suor Bernardetta Boggian, venete (Ansa).

È l’ennesima notizia che riguarda ammazzamenti di cristiani. Mi vengono in mente alcune considerazioni.

Prima. Sono talmente numerosi ormai queste uccisioni che a poco a poco sembrano diventare normali. Mi sembra che si stia andando verso una specie di tristissima assuefazione. Forse è la gragnuola di notizie che bombarda quotidianamente, da tutti i punti di vista e da tutti gli organi di informazione. Forse, assediati come si è da problemi di ogni tipo, non si ha lo spazio interiore e il tempo esteriore di pensare ai guai degli altri. Quando si sta male, pensare a chi sta peggio può diventare un lusso. Forse questo può far concludere che è difficile attribuire colpe precise. Ma cambia poco. Perché significa che nel mondo c’è sempre meno pietà. E questo, soprattutto questo, è un terribile impoverimento.

Seconda. Sono suore che hanno passato tutta la loro vita a fare del bene. Potevano tornare in Italia: ne avevano tutti i diritti. Non hanno voluto. È un classico tra i missionari. Si sentono spaesati a casa, perché la loro casa è diventata l’Africa. Uccise nella loro “casa”, dove avevano deciso di vivere. Sono state sgozzate e violentate. Davvero la morte dei martiri che ricevono la morte in cambio di tutto quello che hanno dato. È la cosa più triste ma è anche il gesto più alto per un cristiano, la sua personale crocifissione.

Terza. Il Medio Oriente è al centro di tutte le ansie del mondo; l’estremo Oriente sta esplodendo; il Sud America sta ospitando alcune delle economie emergenti. E l’Africa, l’Africa subsahariana soprattutto? Sembra davvero un continente alla deriva, dimenticato da tutti. È davvero l’”altro mondo” rispetto al nostro. Ma è possibile vivere bene qui solo perché si è distanti da là? E poi, si è davvero distanti? Se si va avanti così come si porrà, fra qualche anno, il problema delle immigrazioni dall’altra sponda del Mediterraneo? Davvero non si può continuare a pensare al problema del sud del mondo solo per difendercene. Perché non è giusto e perché non si riesce.

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