Atalanta: bilancio di inizio campionato. Scarsino

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Foto: Colantuono, allenatore dell’Atalanta

Diciamolo pure. In quest’avvio di stagione, Atalanta inferiore alle generali attese. In sei gare ufficiali, Coppa Italia compresa, vittoria a Cagliari. E prima, in casa, col Pisa, formazione di Lega Pro. Sconfitte a S.Siro (Inter) e, fra le mura amiche, con Fiorentina e Juventus. Pari, sempre all’Atleti Azzurri, col Verona. Complessivamente, in campionato 4 punti dei 15 disponibili, 2 gol segnati, 7 presi.

NUMERI SCARSI. MA NON SOLO

Questi i numeri nudi e crudi. Quanto alle prestazioni, nessuna può dirsi veramente brillante. La migliore, paradossalmente, quella con l’esito più penalizzante, contro i viola (il loro unico successo finora). Ma nerazzurri sostanzialmente rinunciatari con Verona e Inter e insufficienti di fronte allo strapotere della Juve. Vittoriosi e positivi in Sardegna, ma pure leggermente fortunati.
Insomma, tanto per badare al sodo: si poteva conquistare almeno un punticino in più, pur tenendo conto del calendario obiettivamente complicato. Sarebbe stato importante. Ritrovarsi accomodati sul penultimo gradino della classifica, anche se sotto ci stanno quattro formazioni, non è il massimo alla vigilia di un trittico che diventa insidioso (Samp fuori, Parma in casa, Udinese fuori). Sono gare senz’alibi. Sicché la pressione, a partire da Marassi, domenica prossima, non mancherà.

ADATTAMENTO DIFFICILE

Che cosa è venuto meno? Difficile dire, perché le scelte dell’allenatore – che quest’anno deve gestire una rosa abbondante e all’apparenza ben assortita – sono sembrate appropriate. Se l’obiettivo è di crescere, attraverso un atteggiamento in campo più sicuro dei propri mezzi, Colantuono s’è adeguato schierando una formazione più incline al gioco. In un Paese diverso dall’Italia probabilmente non ci sarebbe problema. Si aspetterebbe cioè che il normale processo d’adattamento a una mentalità mutata, seppur di poco, completasse il suo percorso. Qui invece provati a perdere altre due partite e tutti i bei discorsi unanimamente snocciolati sull’Atalanta rinforzata dal mercato sarebbero sostituiti da nere previsioni, eccetera.

AGITAZIONE INOPPORTUNA

In questo quadro, la piazza – ossia Bergamo, città che ama mettere il silenziatore (e non solo sulle vicende sportive) – si limita a osservare. Ma l’espulsione di Colantuono con la Juve – nel finale, a risultato ampiamente compromesso – merita d’essere monitorata in quanto segnala uno stato d’agitazione pericoloso. Il rischio infatti è di trasmettere nervosismo alla squadra. Strano per un tecnico così esperto. Quello era il classico momento di gestire la sua guida dalla panchina con tranquillità , tanto la gara era perduta.
Alla società naturalmente il silenziatore va benissimo, a patto d’esser consapevoli che il gruppo attraversa una delicata fase. Da una parte la voglia di migliorarsi, nella consapevolezza che le potenzialità ci sono, dell’altra il disagio di pedalare nelle retrovie, con un po’ d’ansia addosso. Sta all’occhio clinico dei Quattro Moschettieri – i Percassi padre e figlio, il d.g. Marino, il d.s. Sartori – individuare e indicare la strada giusta.

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