Dall’Oro al cielo. Percorsi alla scoperta dei tesori d’arte e di fede del territorio

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“Dall’oro al cielo” è un titolo che dice molte cose: parla di un’epoca, quella di Palma il Vecchio, di grandi cambiamenti, dal punto di vista pittorico quanto da quello religioso. Ha un significato strettamente artistico perché indica il passaggio dalle figure dipinte su sfondo dorato tipiche del medioevo, sotto l’influenza delle icone bizantine, a quelle più realistiche del Rinascimento, che si stagliano su un cielo blu.
Ma poi, volendo, mette insieme l’oro, che potremmo associare in modo simbolico ai tesori del territorio, al cielo, cioè al significato che essi possono avere per le comunità, per i fedeli, in senso spirituale. Calza quindi a pennello per raccontare le iniziative che la diocesi di Bergamo lega alla grande mostra di Palma il Vecchio. Iniziative che creano intorno all’evento principale un contesto prezioso, articolato, ricco di sfumature.
Il patrocinio dato dalla diocesi al progetto, come ha chiarito monsignor Vittorio Nozza, vicario episcopale per i laici e per la pastorale, non è solo un segno di attenzione, ma si traduce nell’impegno “di costruire una serie di eventi che si radicano nel territorio e di itinerari adatti a valorizzarlo”. Coinvolti in primo luogo l’ufficio per la pastorale della cultura, con un ruolo di promozione e coordinamento, e poi la Fondazione Bernareggi, la rete dei musei della diocesi, il museo San Martino di Alzano Lombardo, l’ufficio per la pastorale del turismo e dei pellegrinaggi. Le iniziative legate a Palma il Vecchio, ha sottolineato don Fabrizio Rigamonti, direttore dell’ufficio per la pastorale della cultura, uniscono “l’elemento quotidiano a quello straordinario, la vita ordinaria delle comunità e questo progetto eccezionale, che diventa un’occasione per mettere in luce il forte legame della gente con il patrimonio artistico come veicolo per esprimere e nutrire la fede. Gli itinerari a tema nascono per offrire una forza straordinaria al quotidiano come percorsi di fede”. Le iniziative sono state rese possibili grazie al sostegno economico e alla vicinanza progettuale della Fondazione Creberg. “Dietro un’opera – ha sottolineato don Giuliano Zanchi, segretario generale della Fondazione Bernareggi – non c’è soltanto un’artista ma una comunità. Occuparsene in questa chiave può voler dire anche indagare su come tenere insieme una comunità che cambia, e i percorsi sul territorio possono offrire elementi interpretativi per il futuro”.
Quali sono i progetti, in concreto? Prima di tutto un itinerario storico nella Bergamo del Cinquecento. Ci sono molte indicazioni, molte guide e anche strumenti intuitivi di comprensione per leggere Città Alta e i suoi monumenti. Nella Bergamo Bassa la situazione è più confusa, la bellezza più nascosta. Ecco quindi l’idea di preparare una guida per scoprire la città rinascimentale con i suoi borghi, i suoi palazzi patrizi, gli antichi monasteri. Il cammino proposto abbraccia i nuclei storici della Bergamo di origine quattrocentesca a partire da Sant’Alessandro in colonna, per passare lungo il Sentierone verso via Tasso e proseguire verso Borgo Pignolo. “Un itinerario – ha spiegato don Zanchi – che fa attraversare un museo itinerante, in cui scoprire grandi protagonisti della storia dell’arte, da Bergognone a Lotto, da Isabello a Moroni”. La guida è il frutto del lavoro di un gruppo di studio della Fondazione Bernareggi con gli storici dell’arte dello staff e la supervisione del conservatore del Museo Bernareggi Simone Facchinetti. In seguito, finita la mostra del Palma, la Fondazione Bernareggi potrà continuare a offrire un programma di visite guidate aperte al pubblico nelle chiese che compongono il percorso. Nelle quattro chiese che ospitano le pale d’altare di Palma il Vecchio a Serina, Alzano, Zogno e Peghera saranno promosse altrettante conferenze con grandi esperti della pittura di Palma il Vecchio, in un ciclo che avrà come marchio “L’occhio e lo spirito”, contenitore di conferenze legato alla rete dei musei della diocesi di Bergamo. Ci sarà anche una guida che disegnerà un itinerario palmesco attraverso le quattro chiese della provincia, in modo analogo al percorso tra i borghi di città.
Le opere di Palma il Vecchio si legano alla storia del cristianesimo e alla sua espressione artistica in città, perciò, anche se parla  di un’epoca diversa, anche il Museo e Tesoro della Cattedrale risulta in qualche modo coinvolto. Su questo fronte è ormai alle battute finali anche l’elaborazione di un documentario che ricostruisce, con documenti amatoriali e interviste ai protagonisti, la scoperta delle antiche cattedrali di Bergamo, spiegandone il significato storico, culturale e artistico. Il lavoro è a cura dell’Officina della comunicazione, con la cura scientifica della Fondazione Bernareggi (i testi sono di Silvio Tomasini, Laura De Vecchi e Giovanni Berera, storici dell’arte) e con la regia di Omar Pesenti. E’ in preparazione anche una guida, a cura di Laura De Vecchi.
Nelle sale del Museo Bernareggi ci sarà anche una preziosa mostra d’arte antica: “Dall’oro al cielo. Le forme della fede a Bergamo nel Rinascimento”. Accoglierà circa 25 opere di epoca rinascimentale provenienti dalle chiese della diocesi, molte quasi sconosciute, perché si trovano normalmente in luoghi di conservazione non visibili al pubblico. “L’esposizione – ha osservato don Giuliano Zanchi – si concentra sulle forme delle opere d’arte a cavallo fra quattrocento e cinquecento, le forme dei polittici, le forme delle predelle, le forme dei dipinti di devozione privata: tutte queste forme corrispondono a diverse mentalità e a diverse declinazioni della fede e della preghiera”. Tra gli artisti presi in considerazione ci sono Francesco Rizzo da Santacroce, Giovanni Cariani, Andrea Previtali e Lorenzo Lotto.

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