Elena e Davide: a vent’anni in missione per un’estate. Alla scoperta di Taiwan

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25 giorni immersi nella vivace e coloratissima cultura dell’isola di Formosa, meglio conosciuta come Taiwan, non solo per viaggiare e scoprire il mondo, ma anche per rafforzare il loro amore. Così Elena e Davide hanno scelto di trascorrere le loro vacanze estive, decidendo di condividere la loro prima esperienza di missione. Vent’anni appena compiuti, fidanzati da quasi due, grandi sogni e speranze negli occhi, sorridenti ed entusiasti, Elena e Davide si sono buttati nel progetto che il Centro Missionario di Bergamo ha proposto loro, perché come spiegano i due ragazzi, partire per una missione è un modo per elevarsi dalla semplice condizione di turista e riuscire ad assaporare veramente tutti gli aspetti di una cultura e di un mondo sconosciuti. «Volevamo andare in Asia, e avevamo inserito come mete preferite Cambogia, Bangladesh, Cuba e Taiwan. Il Centro ha scelto proprio l’ultima». Così il 4 Agosto sono partiti per la Repubblica di Cina, un bagaglio enorme alla mano e mille domande a proposito di ciò che avrebbero incontrato. L’unica certezza: l’avrebbero scoperto insieme.
«Ho sempre dato per scontato il fatto di partire insieme –racconta Davide -. È normale e giusto condividere un’esperienza del genere con la persona che si ama». «È stato interessante avere una controparte a fine giornata –specifica invece Elena -. Non facevamo tutto insieme in realtà; per esempio per una settimana siamo stati in un ospedale a Lowtung che accoglie i nativi e qui abbiamo svolto mansioni differenti. Io curavo i disabili mentre Davide si occupava degli anziani. Era bello ritrovarsi la sera scambiandosi le opinioni e le impressioni. C’era sincerità, se qualche cosa non era andata al meglio, non avevo alcun problema a dirlo a Davide».
Esperienze come queste, per citare le parole di Elena e Davide, “ti fanno o ti disfano”.  «Io sono partita convinta –spiega Elena-, penso di aver raggiunto una certa maturità per partire con coscienza. Ero pronta a tutto e soprattutto ad adattarmi. Il segreto per vivere questa esperienza è di essere complici, ma non troppo. Bisogna condividere le singole esperienza giornaliere, ma anche lasciare alcuni compromessi: io vengo incontro a te e tu a me.»

Il viaggio ha permesso ai due giovani di visitare l’isola e di conoscere in modo più profondo gli usi e i costumi del luogo. Perché, come dice Elena, «un viaggio deve lasciarti qualcosa e solo girando il mondo puoi renderti conto di quanto piccolo sei».

«A Taiwan siamo stati accolti come ospiti d’onore –ricorda Davide-. Avevano in noi una grande fiducia. Scoprire la loro cultura, certi modi di pensare e vivere è stato sorprendente. Per esempio, per una settimana siamo stati a stretto contatto con i ragazzi aborigeni del luogo assistendoli in un campo scuola a Yüli e Hualien. Abbiamo scoperto che il loro concetto di famiglia è molto diverso dal nostro: la cura dei ragazzi è affidata per lo più ai nonni, i genitori sono spesso assenti o lontani. Ci sono problemi di alcool, droga, fumo. Inoltre, specialmente nella capitale a Taipei, vige una stretta necessità di essere formati a livello universitario e scolastico».
«Quando spiegavamo loro che siamo fidanzati pur avendo vent’anni, non capivano – racconta Elena -. Per loro è quasi proibito poter incontrare qualcuno prima dei trenta, ovvero prima di aver raggiunto una solida indipendenza».

L’esperienza ha coinvolto a tal punto i due giovani che la voglia di ripartire è ancora forte.  «Io non mi sono mai allontanato così tanto da casa, eppure, non avrei mai pensato di sentirmi accolto come in famiglia – confessa Davide -. L’idea di ritornare in Italia mi spaventava». E l’anno prossimo? Beh, forse ancora un viaggio da qualche parte…Insieme.

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